Proteste
«Il vostro gioiello? È sopravvalutato»
L’Huffington Post “stronca” il Campanile e il costo del biglietto
PISA. Una mazzata all’orgoglio pisano. La settima meraviglia del mondo, la nostra Torre, è anche il settimo monumento più “sopravvalutato” dal punto di vista turistico.
Lo scrive l’Huffington Post statunitense nella classifica dei 25 luoghi più famosi del pianeta ma che, secondo la giornalista Suzy Strutner, sono del tutto sopravvalutati e meritano una visita nei ritagli di tempo, una visita senza standing ovation. L’Huffington post è un quotidiano on line mondiale e si caratterizza per avere ben tremila blogger. Tra le firme, ci sono ad esempio Barak Obama, Hilary Clinton e Michael Moore. La stroncatura della nostra Torre si incentra soprattutto sul costo del biglietto di 18 euro, che è eccessivo anche perché poi non mantiene le promesse di vista mozzafiato e di pendenza.
La critica è ingenerosa? Forse. Il costo del biglietto, scorrendo le 7mila recensioni su Tripadvisor del nostro monumento, non va giù proprio a nessuno. Il sito web dell’Opera della primaziale pisana (Opa) con la sua biglietteria on line, lo scrive a chiare lettere e cioè che non si fanno sconti a chicchessia. E così un bambino di 8 anni, se li paga tutti i 18 euro. Una famigliola di quattro persone che non si accontenta della foto delle mani che reggono la Torre e volesse salirvi su, sgancia ben 72 euro. E c’è ovviamente chi rinuncia e se la guarda da sotto. Anche perché, se la stessa famiglia volesse visitare gli altri monumenti di Piazza dei Miracoli dovrebbe pagare 8 euro a testa per gli altri tre monumenti per una cifra complessiva di 104 euro. L’ingresso è gratuito ma solo per gli invalidi. Al di là della Torre, gli altri monumenti della Piazza dei Miracoli sono gratuiti per i minori di dieci anni. C’è poi chi su Tripadvisor fa il conto di quanto costa salire quei gradini d’oro più che di pietra. Anche perché va ricordato che la visita alla Torre è a tempo. Dal momento in cui si varca la porta, scatta il cronometro e poco importa se bambini ed anziani non sono proprio dei fulmini a salire e scendere i 293 scalini; trentacinque minuti di visita sono previsti e quelli sono. Il sito della primaziale è tanto chiaro quanto implacabile: “La visita è altamente sconsigliata a persone affette da patologie cardiocircolatorie e motorie”. Insomma, visto che per entrare, può essere richiesta la carta di identità, ci manca che venga imposto di mostrare anche un certificato di sana e robusta costituzione.
Uscendo fuori dal nostro campanilismo e Campanile, qualche paragone sui costi dei biglietti di altri insigni luoghi d’arte si può fare partendo proprio dai cugini gigliati, scomodando gli Uffizi. La visita costa 12 euro, cifra identica per il binomio Colosseo-Foro Palatino dove i minori di 18 anni entrano gratis così come gli insegnanti che operano all’interno della Comunità europea. In questi luoghi, non è previsto nessun countdown. Si entra e si resta a piacimento. Per trovare un simbolo nazionale con visita a tempo, bisogna andare a Milano, nella chiesa di Santa Maria delle Grazie, dove, per ammirare l’Ultima cena di Leonardo, si hanno a disposizione 15 minuti ma il biglietto costa 6 euro e, soprattutto, ci sono tantissime tipologie di riduzioni con ticket a tre euro. La nostra Torre contingenta visitatori e durata della visita per una questione di sicurezza e di statica del monumento stesso.
La critica mossa dall’Huffington Post sulla poca pendenza del monumento lascia il tempo che trova. La sua inclinazione di 5 gradi e mezzo (sito Opa), mantiene in equilibrio quelle 15mila tonnellate di marmo per un’altezza di 58 metri. Per “raddrizzare” la Torre ci sono voluti undici anni di lavori ingegneristici costati 53 miliardi delle vecchie lire. L’inclinazione è inoltre percepibile proprio appena entrati con la scalinata elicoidale che è sparata verso il cielo con un effetto cannocchiale strabiliante. La vista dall’alto della Torre è mozzafiato sulla Piazza dei Miracoli con il verde lussureggiante che contrasta col bianco dei marmi dei monumenti. Ma come si alza lo sguardo oltre le mura, si vedono palazzoni costruiti negli anni ‘80, un paio di fabbriche con le loro ciminiere, “casermoni” popolari nella zona di Porta a Lucca, nuovi edifici del dipartimento di Ingegneria con tanto di mensa dello studente, cisterne dell’acqua e lo stadio del Pisa che non è proprio un bijoux architettonico.
Pisa nella classifica dell’Huffington Post, viene dopo la Walk of Fame di Hollywood. L’unica altra città italiana che compare nella classifica è Milano.
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