Sicurezza
Spettro penalizzazione Tuttocuoio a rischio
PONTE A EGOLA. Il rischio di una penalizzazione da scontare nel prossimo campionato di Lega Pro è lo spettro con cui convive il Tuttocuoio in questo inizio di stagione. La formazione di Ponte a Egola,...
PONTE A EGOLA. Il rischio di una penalizzazione da scontare nel prossimo campionato di Lega Pro è lo spettro con cui convive il Tuttocuoio in questo inizio di stagione. La formazione di Ponte a Egola, infatti, è finita nel mirino degli inquirenti della Procura distrettuale antimafia di Catanzaro nell’ambito dell’inchiesta legata al calcioscommesse ribattezzata “Dirty Soccer”.
Il tutto a causa delle partite L’Aquila-Tuttocuoio del 25 marzo 2015 e Tuttocuoio-Gubbio del 29 marzo 2015, entrambe, stando all’accusa, oggetto di presunte tentate combine. Nel caso di L’Aquila-Tuttocuoio, dalle intercettazioni telefoniche tra l’ex direttore sportivo degli abruzzesi, Ercole Di Nicola, e i due agenti Fifa Eugenio Ascari e Andrea Bagnoli, la Procura ha ipotizzato la mancata concretizzazione della vittoria dei padroni di casa con almeno tre reti segnate in totale. Un accordo che le parti, in base alle carte dell’inchiesta, avrebbero preso prima del fischio d’inizio. Tra i soggetti coinvolti, per questa gara, ci sono inoltre il neroverde Abdoulaye Balde e il suo compagno di squadra, all’epoca dei fatti, Gianmarco Ingrosso.
Per Tuttocuoio-Gubbio, invece, le indagini sono ancora in corso. Ascari e Bagnoli, però, sono citati anche in questo filone dell’inchiesta. Il secondo ha ricevuto un avviso di garanzia e viene definito dagli inquirenti «all’epoca dei fatti, dirigente di fatto del Tuttocuoio».
Ma cosa rischia la società pontaegolese? Le ipotesi sono due. Se Balde e Ingrosso venissero deferiti per il match di L’Aquila e poi condannati, dopo i tre gradi di giudizio, la penalizzazione potrebbe essere di 1 o 2 punti in classifica. Se invece la Procura di Catanzaro deferisse Bagnoli, attribuendogli un ruolo attivo nella dirigenza, come ipotizzato dall’accusa, e poi per l’agente arrivasse la condanna, il decurtamento per il Tuttocuoio aumenterebbe. Questo per il principio di responsabilità oggettiva delle società.
La società di Ponte a Egola continua a dirsi estranea ai fatti e a ribadire che Bagnoli non è mai stato un suo tesserato. Gli eventuali deferimenti sono attesi dopo l’estate. A questo seguirebbe l’udienza davanti al tribunale federale nazionale, poi gli altri due eventuali gradi di giudizio: il reclamo alla corte federale di appello e il passaggio davanti al collegio di garanzia del Coni.
Tommaso Silvi
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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