Italia
«Investimenti frenati dall’incertezza delle regole comunali»
Lo sviluppo dei bagni: affondo di Centola, presidente provinciale di Conflavoro, sulle linee-guida delle attività d’intrattenimento
TIRRENIA. «Lo sviluppo del litorale pisano passa da regole certe nei rapporti con gli stabilimenti balneari. Ogni anno gli investimenti sono frenati dall’insicurezza delle regole».
È quanto dichiara Salvatore Centola, presidente provinciale di Conflavoro, a margine di un tour di incontri con i titolari delle attività commerciali del litorale pisano. Al centro dei colloqui le nuove linee guida che l’amministrazione comunale ha introdotto per le attività da svolgere all’interno degli stabilimenti balneari. Secondo Conflavoro, tali disposizioni, approvate dal Comune all’inizio di luglio, disincentiverebbero i balneari a investire sulle loro strutture e limiterebbero l’organizzazione di eventi per attrarre un maggiore flusso turistico.
Da un lato, Palazzo Gambacorti vuole valorizzare e qualificare l’offerta balneare con particolare attenzione alle attività proposte sul litorale; dall’altra intende tutelare la popolazione dal possibile inquinamento acustico.
“L’esercizio delle attività accessorie ricreative e di svago nell’ambito degli stabilimenti balneari consente lo svolgimento di piccoli intrattenimenti musicali senza ballo come attività libera, previa presentazione alla direzione Ambiente del Comune, tramite Suap, una valutazione d’impatto acustico relativa alle emissioni sonore prodotte dall’attività”, si legge nel testo del provvedimento.
«Gli imprenditori vedono positivamente l’andamento di questa stagione turistica, soprattutto grazie alle benevoli condizioni climatiche, ma allo stesso tempo vogliono guardare al futuro – continua Centola –. Il nostro litorale ha le potenzialità per moltiplicare la qualità e le presenze turistiche. Ma per fare questo occorrono maggiori investimenti imprenditoriali, che sono però frenati dalle incertezze che ogni anno si ripresentano». «Per creare le condizioni di investimento – sottolinea il presidente – è però necessario che ci sia una piattaforma di regole certe e condivise, senza che ogni anno siano rispolverate leggi e regolamenti regionali tenuti nel cassetto».
Altro problema è rappresentato dal rapporto tra balneari, Comune e Ente Parco di San Rossore. «La maggior parte degli stabilimenti ha coperture in eternit, molte sono state messe in sicurezza, altre no – conclude Centola –. Gli imprenditori vorrebbero rimuoverle, ma sono operazioni che hanno costi molto alti. Da una parte non sono permessi eventi musicali in certe fasce orarie per non disturbare gli animali del Parco, dall’altra non si fa nulla per incentivare la rimozione di questi strati di eternit».
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