Il dolore
Ghezzi s’infuria: «Pulite subito quei bagni»
Dopo la denuncia del Tirreno il vicesindaco ordina un intervento immediato al Giardino Scotto
PISA. «Ma come si fa, come si fa. Io faccio disegnare le aiuole con lo stemma di Pisa e poi i bagni sono in quelle condizioni. Voglio che siano puliti immediatamente. Ma vi rendete conto, se una mamma entra in quel posto con un bimbo, vi rendete conto!». Ieri mattina, 9,30. Paolo Ghezzi, vicesindaco e assessore al verde pubblico, è “imbufalito”.
Ha appena messo giù il telefono con il dirigente del settore ambiente, l’architetto Fabio Daole, chiedendogli conto del reportage pubblicato dal Tirreno, un racconto delle condizioni disastrose in cui versano da giorni i bagni del Giardino Scotto. Ci sono le foto e il racconto di un viaggio nel degrado. Siringhe, sporcizia, melma e miasmi invadono i servizi igienici dell’area verde più prestigiosa della città, un orto delle delizie su cui l’amministrazione ha investito molto per la sua riqualificazione, un’immagine incrinata dallo spettacolo vergognoso dei bagni. “Da salotto della città a oasi della vergogna” il titolo.
«Gli ho detto che quello che si vede dalle foto pubblicate dal giornale è inaccettabile. Spero che Euroambiente, la società a cui è affidata la manutenzione e la pulizia, si metta subito al lavoro. Domani mattina (oggi per chi legge, ndr) passerò immediatamente a controllare. Non pretendo che quei bagni siano perfetti, la struttura è quella che è, ma devono essere puliti. Non possono rimanere un rifugio per drogati».
Ghezzi è arrabbiato soprattutto perché il resto del giardino è in ottime condizioni se si escludono i problemi ai camminamenti superiori, invasi da scritte e sterpaglie e da tempo chiusi al passaggio per lavori di ristrutturazione.
«Le passerelle vengono aperte solo per iniziative particolari, del resto abbiamo dovuto chiuderle perché anche quelle diventavano luoghi di degrado. Ma non sapevo che i bagni fossero in quelle condizioni - racconta il vicesindaco - due settimane fa ho partecipato a un matrimonio al Giardino Scotto ed erano chiusi. Non mi era sembrato strano dato che, in occasioni particolari, vengono aperti quelli nuovi realizzati nei sotterranei dei bastioni. Potremmo prevedere aperture più frequenti ma non basterebbero». Ghezzi dunque si aspetta da Euroambiente un intervento rapidissimo. «Chi frequenta il parco deve poter accedere ai bagni ai piedi delle scalinate di ingresso. E quello stato di incuria è inaccettabile, al limite del menefreghismo».
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