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Droga spedita su carta intestata dell'università, indagine dei carabinieri
Qualcuno con nomi falsi ha spedito due panetti di hashish nelle Marche. Tornate alla segreteria universitaria, le buste sono state intercettate dalle forze dell'ordine
Le lettere sono partite, forse da una delle segreterie dell'Università di Pisa, ma le spedizioni per due volte non sono andate a buon fine, così la droga è tornata indietro ed è stata intercettata dalle forze dell'ordine. Perché è così che qualcuno ha provato a recapitare due panetti di hashish in provincia di Ascoli Piceno e a farlo nascondendoli dentro due buste con la carta intestata dell'ateneo. E' successo nelle scorse settimane.
Carabinieri e polizia, con due distinti sequestri, hanno prelevato oltre due etti di hashish in panetti contenuti all'interno di due buste da lettera con la carta intestata dell'università. Sulla vicenda hanno avviato un'indagine i carabinieri del nucleo investigativo di Pisa. Gli inquirenti mantengono il massimo riserbo, ma secondo quanto si è appreso i nominativi del mittente e del destinatario sarebbero nomi di fantasia, mentre sono del tutto reali i panetti di hashish sequestrati.
In entrambe le circostanze pesavano circa 120 grammi ciascuno per un valore di mercato, una volta ridotto in dosi, di quasi 1500 euro. Non è escluso che le spedizioni non recapitate, e dunque tornate presso la segreteria universitaria, siano state solo un intoppo di una prassi che invece aveva sempre avuto buon esito in precedenza e per questo si cerca di capire se vi sia qualcuno (studente o dipendente dell'ateneo) che abbia architettato uno stratagemma per recapitare la droga nelle Marche senza particolare rischi e godendo della complicità di altri. Ma non si esclude neppure il gesto di qualcuno che vuole gettare discredito sull'istituzione e per questo ha scelto di inviare lo stupefacente impiegando la carta intestata universitaria.
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