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RUGGERI È UN’OCCASIONE LO SCENARIO MIGLIORE
Caro presidente, scusa il tono confidenziale che mi permetto in virtù di una consolidata amicizia che spero tu non mi abbia revocato. Mi rivolgo a te, come fanno in tanti in questi giorni convulsi,...
Caro presidente, scusa il tono confidenziale che mi permetto in virtù di una consolidata amicizia che spero tu non mi abbia revocato. Mi rivolgo a te, come fanno in tanti in questi giorni convulsi, di sicuro senza la pretesa di condizionare le tue libere scelte. Lo faccio nel tentativo di ricondurre ad un minimo di serenità e obiettività un dibattito che negli ultimi giorni si è tinto di colori che non mi piacciono. Se qualcuno pensa di coartare la tua volontà con l'insulto e peggio ancora con la violenza, è sulla strada sbagliata e comunque non incontrerà mai il favore dell'estensore di queste note. Il rispetto per la persona prescinde dalle alterne vicende del calcio.
Ti scrivo pubblicamente perché tu possa riconoscere, pur in un momento non facile come questo, il cronista che ti ha avvicinato alcuni anni fa. Mi dicesti: “Vogliamo prendere il Pisa, riportarlo alla svelta tra i professionisti, poi tenteremo la serie B e a quel punto lo lasceremo in mani serie, giovani, affidabili”.
Mi parve di sognare. Quelle parole erano musica per un cronista che aveva Pisa nel cuore. Poi il corso delle cose fu come lo scorrere dell'acqua di un torrente in piena. Con un notevole sforzo economico riuscisti a liberarti del ruolo di azionista di minoranza, che è sempre scomodo e lo è tanto di più se la maggioranza è nelle mani di un personaggio come Cammilli. Fu una scelta coraggiosa e dispendiosa, quella dell'imprenditore che sa quando risparmiare e quando investire. Prima ancora la scelta, fatta credo insieme a tua moglie, di cacciare i soldi per saltare a piè pari la C2 e avvicinarti al grande sogno. Seguirono campionati di grande livello, una finale di playoff entusiasmante, che segnò il punto più alto della ritrovata passione dei tifosi per il Pisa. Ricordi il ritorno, all'Arena, nella notte di Latina. Non avevamo vinto niente ma ci sentimmo grandi.
La serie B l'hai tentata, con grande slancio, l'anno scorso perché nessuno può negare l'impegno che hai profuso nel mettere insieme giocatori, tecnici e dirigenti di prim'ordine. Le cose non sono andate bene e l'insuccesso ha portato con sé veleni e inimicizie. Ci sta.
Adesso ti è capitata l'occasione - che spero non sia del tutto sfumata - di completare il lavoro e cioè lasciare il Pisa in mani di un dirigente serio e preparato. Francamente non so valutare fino in fondo le capacità e le potenzialità di Alessandro Ruggeri, se non il fatto che per lui depone l'esperienza atalantina e di aver essere cresciuto all'ombra di un grande presidente quale fu Ivan Ruggeri. Mi fermo a queste credenziali, non faccio gli esami del sangue a nessuno e tanto meno posso sbirciare nel loro portafoglio. È la tua grande occasione per scrivere il nome di Carlo Battini nella storia del Pisa come il dirigente sportivo che l'ha raccolto nella polvere, gli ha restituito dignità e ha lavorato per tentare il definitivo rilancio lasciando la bella eredità ad un giovane e facoltoso imprenditore. Avrai l'applauso di chi vuole bene al Pisa.
È lo scenario migliore. Tutto il resto, ad oggi, si prefigura foriero di tristezze. Sono convinto che ne convieni anche tu, se ai primi di agosto siamo al primo silenzio-stampa. E dobbiamo arrivare a giugno dell'anno prossimo. Non voglio pensare alla cosiddetta piazza perché è notorio che la prima assemblea dell'umanità mandò in croce Gesù e volle la liberazione di Barabba. .
Giuliano Fontani
giornalista
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