Proteste
Incendio divora un furgone e due auto
Il rogo partito dal veicolo di una ditta. Il titolare: «Mai ricevuto minacce». Evacuazione provvisoria del palazzo
PISA. Un incendio con effetto domino. Il crepitio del fuoco che diventa bagliore capace di illuminare a giorno la viuzza a due passi da Piazza dei Miracoli. Qualunque siano state le cause, di sicuro il rogo divampato intorno alle 2 in via Boschi ha distrutto un furgone e due auto parcheggiate davanti al veicolo e intestate a residente della via. Non solo le fiamme hanno provocato lievi danni all’area preparazione cibi del ristorante Santa Maria che affaccia sull’omonima via, ma che ha le cucine su via Boschi. Nel conto va messa anche l’evacuazione provvisoria del palazzo al civico 33 lambito dalle lingue di fuoco con una decina di persone uscite dagli appartamenti per correre in strada. L’edificio è stato dichiarato agibile e ieri apparso in alcuni tratti bisognoso di una passata di colore per togliere quella coltre opaca prodotta dal falò notturno. Tre persone, intossicate dal fumo, sono state visitate dal personale del 118, ma hanno rifiutato il ricovero. Dopo aver trascorso la notte dai parenti, ieri mattina alcuni sono tornati nelle loro abitazioni. Uno ha preferito andare dalla figlia. La fuliggine ha reso impraticabili diversi appartamenti.
L’incendio. La notte di paura in via Boschi inizia intorno alle 2. Dal vano motore del furgone della ditta “Giotto radio link” di Somma Vesuviana (Napoli) parte il rogo sulla cui origine stanno svolgendo accertamenti i vigili del fuoco con la sezione di polizia giudiziaria. Le fiamme ci mettono poco ad aggredire ciò che incontrano nella loro propagazione senza controllo. Ne fanno le spese una Citroën C3 parcheggiata davanti al furgone e una Opel Corsa posteggiata davanti all’auto francese. In pochi minuti il fuoco distrugge e incenerisce i tre mezzi. Furgone e C3 diventano scheletri anneriti. Non viene carbonizzata, ma ha un futuro da rottamazione, anche la Opel. Sul posto è arrivata anche una volante della questura che con i vigili del fuoco ha acquisito le prime informazioni su dinamica e proprietari dei mezzi oltre ad aver dato una mano per lo spegnimento utilizzando alcuni estintori.
Le cause. La polizia giudiziaria dei vigili e la questura stanno mettendo in fila la sequenza dei fatti. È un dato oggettivo che i tre mezzi bruciati non sono stati sequestrati. Sono nella disponibilità dei rispettivi proprietari che dovranno rimuoverli e smaltirli al pari di un rifiuto. L’ipotesi prevalente è quella della causa accidentale. Un corto circuito del motorino di avviamento del furgone che ha fatto scoccare la scintilla oltre a far spostare in avanti il veicolo tamponando la C3. Al resto ci ha pensato il fuoco.
«Mai ricevuto minacce». La “Giotto radio link” è a Pisa da mesi. Una decina di operai soggiornano nella pensione Helvetia, a una ventina di metri dal luogo dell’incendio. La ditta ha in subappalto alcune lavorazioni in un cantiere per la posa in opera della fibra ottica per conto di Vodafone. L’appalto fa capo alla Alpitel di Cascina che ha assegnato all’impresa napoletana una porzione del cantiere. «Da quello che ho potuto capire – spiega Giovanni Paolo Zappalà , titolare dell’azienda - dovrebbe essersi trattato di un incidente. Un corto circuito imprevedibile. Abbiamo chiesto anche noi alla polizia di fare luce su quanto accaduto. Non abbiamo mai avuto problemi sul cantiere, né ricevuto minacce per la nostra attività. I danni? Non so. Saranno sui 50.000 euro. Ma è una questione che riguarderà l’assicurazione». Alcuni residenti ieri guardando le carcasse incenerite hanno ricordato le discussioni per la sosta del furgone sotto le finestre del palazzo. Si era anche sparsa la voce che sul retro del veicolo ci fossero delle taniche di benzina. «Non c’era benzina – rassicura Zappalà –. Quei recipienti erano vuoti. Venivano usati nel cantiere per il gruppo elettrogeno».
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