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Tir in strada, ma “fermo” con il magnete trucca-dati

Tir in strada, ma “fermo” con il magnete trucca-dati

Camionista usava la calamita capace di disattivare il cronotachigrafo: via la patente L’escamotage serviva per barare su km, velocità e ore di riposo da certificare

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PISA. Il camion era in viaggio. Ma per lo strumento che doveva registrarne l’attività, il bisonte della strada aveva il motore spento.

Un trucchetto facile con la semplice applicazione di un magnete al sensore del cambio che in quel modo non riusciva a inviare segnali al cronotachigrafo. Nessun dato uguale Tir in sosta.

Pochi euro di investimento per rispettare, sulla carta, le ore alla guida imposte dalla legge, facendo figurare il Tir parcheggiato quando, invece, era in strada.

L’accorgimento adottato dal conducente furbetto è stato, però, scoperto dagli agenti della polizia stradale. Al camionista, 40 anni, originario di Napoli, domiciliato a Livorno, è stata ritirata la patente. Rischia fino a 3.400 euro di multa e una sospensione del documento di guida di 3 mesi.

Il controllo è avvenuto alle 4 del mattino sulla Fi-Pi-Li sul territorio livornese. I poliziotti si sono insospettiti per quel camion con una velocità che appariva superiore a quella consentita per un veicolo del genere (70Km/h).

Dopo aver fatto fermare il camion, partito da Livorno senza carico, sono iniziati i controlli. Nel vano motore gli agenti hanno avuto il guizzo dell’investigatore acuto: attaccata al sensore del cambio c’era una calamita di 4 centimetri di diametro. Una “applicazione” capace di alterare i dati registrati sul cronotachigrafo.

«Al di là dell’aspetto amministrativo – spiega il comandante della polizia stradale, Ameglio Menguzzo – stiamo valutando anche una possibile responsabilità penale per il reato di attentato alla sicurezza dei trasporti».

La legge prevede che ogni mezzo pesante superiore alle 3,5 t, salvo casi specifici di esenzione, sia dotato di un cronotachigrafo, pronto a registrare tutti i dati relativi al veicolo e al conducente. Si va dai chilometri percorsi alle velocità mantenute, dai tempi di guida a quelli di riposo. Informazioni utili agli organi di controllo per poter verificare il rispetto dei limiti imposti dalla legge.

Il magnete trucca-dati faceva figurare il mezzo fermo e, quindi, il conducente a riposo, mentre in realtà stava viaggiando.

«Di fronte a una simile condotta – prosegue il comandante Menguzzo – che costituisce un vero e proprio attentato alla sicurezza della circolazione stradale proprio perché finalizzata ad aggirare norme fondamentali relative al rispetto dei tempi di guida, tempi di riposo e velocità consentite a questi "bisonti" della strada, il codice della strada prevede una serie di sanzioni sia di ordine pecuniario (pagamento fino a 3.400 euro) che accessorio quale la sospensione della patente fino a tre mesi».

La polstrada manderà una segnalazione sull’episodio anche all’ispettorato del lavoro con riferimento a eventuali responsabilità della ditta proprietaria del mezzo.

«Da gennaio è il primo caso in cui ci imbattiamo – conclude Menguzzo –. Tutti i giorni facciamo controlli specifici sulla circolazione dei mezzi pesanti. Ogni mese gli accertamenti avvengono anche con personale della Motorizzazione Civile usufruendo del così detto Cmr (centro mobile di revisione) che consente l'effettuazione di revisioni straordinarie su strada con l'obiettivo di verificare anche l'efficienza tecnica di tali mezzi».

Pietro Barghigiani

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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