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Ghimenti alle Poste: «Vi azzero l’affitto se non chiudete»

CALCI. Maggioranza e opposizione unite contro la decisione di Poste Italiane di chiudere gli uffici postali in Toscana ed in particolare quello di via don Minzoni a Castelmaggiore. Il consiglio...

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CALCI. Maggioranza e opposizione unite contro la decisione di Poste Italiane di chiudere gli uffici postali in Toscana ed in particolare quello di via don Minzoni a Castelmaggiore. Il consiglio comunale ha approvato all’unanimità un ordine del giorno presentato dai gruppi consiliari “Centrosinistra per Calci” ed “Uniti per Calci” contro il nuovo piano di dismissioni degli uffici postali.

Il documento impegna la giunta a continuare la battaglia intrapresa a inizio 2015, quando fu presentato un primo piano di razionalizzazione, poi sospeso grazie alla mobilitazione di sindaci e sindacati e ai numerosi ricorsi al Tar. La giunta si attiverà nei confronti del governo e di Poste, attraverso azioni istituzionali e politiche e il coinvolgimento dei parlamentari toscani. Sono 59 gli uffici postali in Toscana che dovrebbero abbassare la saracinesca, ben 10 nella provincia di Pisa: Corazzano, Ghizzano di Peccioli, Legoli, Luciana, Marti, Soiana, Treggiaia, Uliveto, San Giovanni alla Vena e Castelmaggiore. L’amministrazione comunale della Valgraziosa si è subito mobilitata inviando una raccomandata alla referente di zona di Poste e alla Prefettura. Ad oggi non è pervenuta alcuna risposta.

«Scriverò nuovamente a Poste per sapere il motivo di questo silenzio - dice il sindaco Massimiliano Ghimenti - La Prefettura è stata informata per poter organizzare un tavolo di concertazione. Nell’attesa, promuoveremo azioni politiche contro una decisione che danneggerebbe le fasce più deboli della popolazione». La comunità calcesana e il consiglio comunale si erano già pronunciati a gennaio contro la decisione di chiudere l’ufficio della frazione collinare, con una raccolta di firme promossa da “Uniti per Calci” e diverse iniziative di sensibilizzazione dell’opinione pubblica, con il coinvolgimento dei sindacati. «È impensabile che un comune di 6.500 abitanti sia servito da un solo ufficio postale, quello di via XX Settembre - aggiunge Ghimenti - Se il problema sono i costi di gestione, siamo disponibili ad affittare l'attuale sede (di proprietà comunale) a un prezzo simbolico, anche ad azzerarlo».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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