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Pisa

la squadra: dopo il test con l’Empoli

Esperimenti tattici di Favarin in attesa dei necessari rinforzi

Esperimenti tattici di Favarin in attesa dei necessari rinforzi

PISA. Nel 4-2-3-1 di Giancarlo Favarin si iniziano a testare le varianti. In attesa di un centravanti e davanti ad un avversario di categoria superiore come l’Empoli, schierato con un rombo centrale,...

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PISA. Nel 4-2-3-1 di Giancarlo Favarin si iniziano a testare le varianti. In attesa di un centravanti e davanti ad un avversario di categoria superiore come l’Empoli, schierato con un rombo centrale, il modulo nerazzurro si è riplasmato in una sorta di 4-5-1, che non ha concesso agli azzurri il pieno dominio della zona di mezzo. Il nuovo arrivato Ricci si è alternato tra la posizione di rifinitore e quella e di mezzala destra, mentre Caponi si è abbassato a protezione della difesa. Insomma il Pisa di Favarin vuole osare, ma anche imparare ad adattarsi all’avversario.

Da Iaconi in poi. Il primo tecnico a proporre a Pisa il 4-2-3-1 è stato Ivo Iaconi nel 2004-05. Anche il mister abruzzese, come Favarin, arrivò a rischiare un uomo di qualità tra i due mediani (Fialdini imitato ora da Provenzano) e si arrangiò schierando talvolta un finto centravanti (Jadid adattato al pari di Montella). Meno fortunati gli esperimenti di Manuele Domenicali, esonerato due volte nel 2005-06. Per il gioco di Toma e poi di Ventura si può parlare più propriamente di 4-2-4, mentre Pagliari schierava un più prudente 4-4-1-1.

Alternanze tattiche. Per il settimo anno consecutivo, ossia da quando è nato l’Ac Pisa 1909, il team nerazzurro a luglio cambia il progetto tattico iniziale rispetto all’estate precedente, oltre alle numerose conversioni a campionato in corso per effetto dei frequenti esoneri (l’ultimo allenatore ad aver iniziato e terminato un campionato è stato Ventura nel 2007-08). Dal 2009 in poi un’alternanza tra difesa a 4 e a 3 nei propositi estivi, con Indiani, Pagliari (per due volte) e ora Favarin a proporre il quartetto arretrato, mentre Cuoghi, Pane e Braglia prediligevano il terzetto.

Marchio di fabbrica. Salvo le oscillazioni degli ultimi anni, la difesa a 4 è tutt’altro che una novità. Prima del successo di Braglia nel 2006-07 solo qualche sporadico tentativo di retroguardia a 3. La praticò Francesco D’Arrigo per un periodo nel 1999-2000 e ci provò anche Cabrini nell’estate 2004. Ferruccio Mariani la sperimentò nel 2006 per la trasferta di Napoli. Risultato: due reti subite nel primo quarto d’ora.

Massimo Berutto

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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