Il Tirreno

Pisa

«Partito unico a sinistra scelta ormai obbligata»

«Partito unico a sinistra scelta ormai obbligata»

Carlo Scaramuzzino risponde a Dario Danti che aveva annunciato di lasciare Sel L’appello: urgente unire le forze di opposizione in consiglio comunale a Pisa

3 MINUTI DI LETTURA





PISA. «Dario ha voluto stimolare l’accelerazione di un processo che per Sel ormai è irreversibile». A parlare, rispondendo all’intervista di Dario Danti al Tirreno, è Carlo Scaramuzzino, presidente dell’assemblea regionale di Sinistra Ecologia Libertà. Danti (dopo la giunta comunale) ha annunciato di voler lasciare anche Sel: cosa sta succedendo? Scaramuzzino puntualizza: «In realtà, nella sua lettera agli organi di partito, Dario ha voluto piuttosto stimolare l’accelerazione di un processo che è nei fatti».

Soggetto unitario. Il presidente dell’assemblea regionale di Sel spiega cosa c’è all’orizzonte: «Sembra si stia finalmente giungendo alla sia pur faticosa gestazione di un nuovo soggetto unitario della sinistra. È un tema ineludibile, non più rinviabile. Le recenti elezioni regionali hanno infatti visto due vincitori: nell’area di centrodestra la Lega, nell’area di centrosinistra il non voto». Ma come si concretizzeranno queste intenzioni? «Bisogna dare vita nell’autunno ad un percorso concreto per la costruzione di un nuovo, plurale partito della sinistra, con nome e simbolo nuovi in vista delle elezioni politiche. In questo processo comunque Sel non si scioglie, ma ci investe il proprio patrimonio. Al di là delle intenzioni di Dario, credo che quanto scritto sia suonato piuttosto come un “rompete le righe”».

Gli ostacoli. Dunque, a sinistra del Partito democratico ciò che si sente forte è il bisogno di un nuovo soggetto della sinistra. «La sinistra a sinistra del Pd finora non cresce - dice Scaramuzzino senza giri di parole. E come potrebbe? Appare da anni divisa e rissosa. In ogni elezione si presenta in ordine sparso, con sigle sempre differenti, riconoscibili solo per un piccolo gruppo di militanti irriducibili. Ma ciò che può avere un senso per i militanti, non lo ha automaticamente a livello elettorale. L’astensionismo di sinistra ha raggiunto dimensioni impressionanti. C’è bisogno di un partito nuovo che viva e cresca nella società. Le elezioni andranno bene se si lavorerà prima nei quartieri, nelle fabbriche, nelle scuole, nella sanità, tra i giovani disoccupati, nelle lotte». Un tentativo di aggregazione si è avuto alle recenti regionali con la lista “Sì-Toscana a Sinistra”, che Scaramuzzino definisce «un generoso ed importante tentativo da parte di un cartello elettorale, che ora però ha un senso solo se visto come uno degli affluenti che dovrà sboccare nel fiume più grande».

L’appello. Ma come sono i rapporti con il Pd nei Comuni dove governate insieme? «I governi Berlusconi-Monti-Letta-Renzi hanno perseverato e perseverano in politiche economiche di austerità fortemente dannose per tutti gli enti locali e quindi per i cittadini. I Comuni sono ormai sostanzialmente commissariati. A mio parere questa politica nazionale rende complicata e rischiosa per Sel la prosecuzione di un rapporto nelle giunte insieme al Pd. Le decisioni restano comunque alla responsabilità dei singoli circoli di Sel». Al Comune di Pisa, nella seconda parte della legislatura, quali prospettive vede Scaramuzzino? «Faccio mio l’appello già lanciato: in consiglio comunale a Pisa è urgente costituire un gruppo unico di opposizione dei cinque consiglieri di sinistra». ©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La manifestazione

Firenze, oltre 2.000 studenti in corteo: «Se ci togliete il futuro noi vi blocchiamo il presente»

di Redazione Firenze