Sicurezza
L’Ente Parco tende la mano al maestro d’ascia Giuseppe Frassi
MARINA DI PISA. «È proprio l’Ente Parco in primis ad essersi mosso per risolvere i problemi del maestro d’ascia Giuseppe Frassi». Così si è espresso il presidente del Parco di San Rossore Fabrizio...
MARINA DI PISA. «È proprio l’Ente Parco in primis ad essersi mosso per risolvere i problemi del maestro d’ascia Giuseppe Frassi».
Così si è espresso il presidente del Parco di San Rossore Fabrizio Manfredi dopo la pubblicazione su Il Tirreno della storia di Giuseppe Frassi, il maestro d’ascia di Bocca d’Arno.
Quest’ultimo infatti, nel racconto della sua professione ricca di fascino ma anche di insidie, si è lamentato delle magagne burocratiche in cui si è imbattuto a causa di un terreno dove non gli viene concesso il permesso per svolgere la sua attività. Frassi ci aveva detto di aver comprato il terreno dal demanio statale.
«Sì – dice Manfredi – ma la destinazione d’uso di quell’area è a verde e ciò esclude le attività produttive».
Nonostante ciò’, il Parco ha approntato un altro procedimento per risolvere l’inghippo burocratico. «Il provvedimento che consentirebbe l’attività produttiva c’è già, ma su quel terreno ci sono dei manufatti abusivi che devono essere rimossi», continua Manfredi. Nessuno ne ha colpa, i manufatti abusivi non sono stati fatti da Frassi bensì sono stati da lui “ereditati” quando ha comprato il terreno dallo Stato. Spetta però al proprietario del terreno rimuovere o sanare la situazione di abusivismo.
«È entrata in vigore la variante del Parco – dice Manfredi – per mettere nelle migliori condizioni i rimessaggi di continuare nella loro attività ed anzi migliorarla».
Va ricordato come il Parco di San Rossore incentivi le attività produttive al suo interno contemperando la salvaguardia ambientale con quella produttiva. Ci sono nel Parco infatti, oltre 200 aziende agro-zootecniche e centinaia di strutture ricettive tra stabilimenti balneari e agriturismi.
«Voglio ricordare – dice Manfredi – che alcuni dei cantieri dei Navicelli gravitano dentro al Parco stesso».
Speriamo che pubblico e privato trovino un accordo con reciproca soddisfazione, interrompendo così, i “traslochi” continui del maestro d'ascia, tuttora costretto a chiedere ospitalità ad altri cantieri per la sua preziosissima attività di ristrutturazione delle imbarcazioni.
Carlo Venturini
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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