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Pisa

Gli esercenti si ribellano alla sagra-ristorante

Gli esercenti si ribellano alla sagra-ristorante

Accuse di concorrenza sleale alla kermesse del pesce che comincia domani

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MARINA DI PISA. Anche quest’anno torna a Marina di Pisa la sagra del pesce (da domani fino al 23 agosto in piazza Sardegna) e puntualmente esplodono le polemiche da parte delle associazioni di categoria che accusano gli organizzatori di concorrenza sleale.

Nel mirino soprattutto la mancanza di “tipicità” nell’oggetto della sagra e l’eccessiva durata.

«Ormai da anni ci troviamo puntualmente, ma senza risultati, a mettere in guardia sul fatto che alcune sagre possono trasformarsi in semplice ristorazione parallela – spiega Giulio Garzella, responsabile Confesercenti area pisana –. Il caso di Marina è emblematico, visto che sono gli stessi organizzatori a presentare un menù che non si differenzia da quello di un ristorante: non vediamo prodotti tipici del territorio (addirittura si propongono gnocchetti sardi) e nessuna peculiarità che contraddistingua questa sagra».

Negli anni scorsi Confesercenti aveva proposto al Comune di Pisa, ma anche a quelli dell’area pisana, una sorta di albo e regolamento per le sagre; regolamento che tenesse conto della tipicità (ad esempio la sagra del pinolo di San Piero o quella delle pallette di Madonna dell’Acqua), delle caratteristiche degli organizzatori e una limitata durata.

Ancora Garzella: «Questa proliferazione provoca una distorsione delle regole di mercato con una concorrenza sleale che sta mettendo in seria difficoltà le imprese della ristorazione. È una concorrenza sleale, ad esempio, perché le attività che somministrano pasti con regolare licenza devono sottostare ad una infinita serie di prescrizioni e di regole e pagare tutte le imposte e le tasse. Per questo stiamo chiedendo in modo pressante alla Regione Toscana, in assenza di risposte da parte dei Comuni, di definire con precisione cosa si intende per sagra gastronomica e fiera paesana con valorizzazione delle tipicità locali. A tal proposito si sta valutando l’idea di lanciare tra i nostri associati una petizione on-line a sostegno della legge».

Ma a far arrabbiare Confesercenti, quest’anno, anche l’iniziativa proposta dalle 24 alle 5 dagli organizzatori della sagra di Marina.

«Leggiamo che vogliono aspettare l’alba somministrando cibi e bevande, magari con la musica, e soprattutto pubblicizzando l’evento – conclude Garzella –. Attività, queste, che gli stabilimenti balneari, ad esempio, non possono svolgere dovendo cessarle alla mezzanotte».

E anche Confcommercio nei giorni scorsi si era schierata contro la sagra del pesce con il suo direttore Federico Pieragnoli: «È inaccettabile che nel mese di agosto, nel cuore di Marina di Pisa, in piena stagione estiva, si autorizzi una sagra per la durata di 16 giorni ininterrotti – afferma –. Concorrenza sleale, nessuna finalità sociale e culturale, nessuna autentica valorizzazione del prodotto tipico, nessun beneficio per il territorio sotto forma di tasse, reddito, lavoro: questa è la sagra del pesce. Semplicemente un modo spiccio per fare cassa in alta stagione, a discapito dei pubblici esercizi regolari».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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