Sicurezza
Rudere sul lungarno, denuncia in Procura
È l’ultima “ferita” dei bombardamenti rimasta in centro. Il sindaco: «Con la proprietà nessun accordo, noi andiamo avanti»
PISA. Un altro braccio di ferro tra amministrazione comunale e proprietà privata riguarda il rudere tra via Bovio e lungarno Galilei di proprietà di Giuseppe Pampana. La bellezza del Giardino Scotto, subito alle sue spalle, provoca un contrasto evidente e stridente. Da metà giugno, dopo anni di inutili negoziati, il Comune ha deciso di fare denuncia alla Procura della Repubblica.
Quello sul lungarno Galilei è l’ultimo buco urbano nel centro storico. L’altra “ferita” provocata dalla guerra era rimasta quella di via Toselli, proprio dietro a Palazzo Gambacorti. In questo caso però, grazie alla Fondazione Pisa, l’edificio è stato recuperato ed è diventato sede di servizi e uffici del confinante Palazzo Blu.
La storia è veramente lunga. Si ricorda tre anni fa una richiesta dell’Asl 5 per un intervento di emergenza igienico-sanitaria nell’area. «Si fa presente - c’era scritto nella comunicazione dell’azienda - che il terreno in oggetto, attualmente lasciato in uno stato incontrollato di abbandono, può facilmente essere infestato da insetti, roditori, serpenti e altri animali che, oltre ad essere molesti, possono essere vettori di malattie infettive anche gravi».
Poi, nel maggio dell’anno seguente, il Comune aveva emesso un’ordinanza sindacale (dopo un verbale dei vigili del fuoco) perché il perdurare della situazione poteva «degenerare e causare pericolo per l’incolumità delle persone». In particolare, al proprietario dell’immobile veniva ordinato di eseguire la verifica strutturale, di mantenere interdetto il tratto di marciapiede e di strada antistante e di eseguire interventi per ripristinare condizioni di staticità e sicurezza del muro. Circa un mese dopo i vigili del fuoco intervenivano di nuovo sul posto per un’ulteriore verifica e, attraverso la protezione civile, provvedeva a transennare l’area. Passava un altro mese e, visto che la proprietà non aveva ottemperato all’ordinanza, il Comune segnalava il tutto alla Procura. Intanto la Sepi notificava alla proprietà l’avviso di accertamento per recuperare l’indennità di occupazione del suolo pubblico per l'area transennata: la proprietà, in risposta, ha promosso giudizio verso tale avviso: e la causa è tutt’ora in corso.
Lo scorso 16 giugno, in considerazione del protrarsi della vicenda, il sindaco ha formalizzato una denuncia alla Procura. Un atto ben diverso da quella mano tesa alla proprietà dal sindaco Marco Filippeschi e dall’allora assessore all’urbanistica Fabrizio Cerri di non molto tempo prima. «Abbiamo la volontà di risolvere e c’è la speranza di un dialogo positivo - dicevano -. In questi ultimi anni contatti ci sono stati e sono stati fatti passi in avanti». Speranze andate deluse. «Andiamo avanti - riprende il sindaco - nell’interesse pubblico».©RIPRODUZIONE RISERVATA
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