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L’ex Galazzo in rovina ora la vicenda è al Tar

L’ex Galazzo in rovina ora la vicenda è al Tar

PISA. Potrebbe essere il biglietto da visita per la zona dei Navicelli, quella di Ikea: l’ex Galazzo continua ad essere invece una delle aree più degradate, ricovero di fortuna per sbandati. Un’ordina...

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PISA. Potrebbe essere il biglietto da visita per la zona dei Navicelli, quella di Ikea: l’ex Galazzo continua ad essere invece una delle aree più degradate, ricovero di fortuna per sbandati. Un’ordinanza emanata da Palazzo Gambacorti riguarda anche gli stabili di quella che per mezzo secolo è stata una delle aziende più importanti del territorio, nata nel 1957 e attiva nella produzione di prefabbricati industriali in cemento armato con centinaia di operai alle dipendenze. Il Comune ha imposto alla proprietà, la società Orione di Bergamo, di provvedere «alla recinzione ed alla fisica interdizione dell’area, dove mancante o carente, intervenendo anche sulle aree perimetrali al fine di evitarne la diretta accessibilità e di vigilare sull’integrità delle opere realizzate e sulla loro idoneità ad impedire l’accesso».

Dopo anni di denunce e appelli ad intervenire, anche questa volta non sarà però semplice frenare il degrado nell’ex area industriale lungo l’Aurelia. Il curatore fallimentare della Orione ha infatti presentato ricorso al Tar contro il provvedimento del Comune, attualmente sotto esame degli uffici e dell’avvocatura civica.

La fabbrica ha chiuso i battenti nel 2007. Cinque anni prima era stata ceduta dal vecchio proprietario, Adriano Galazzo, alla società Vacis di Bergamo, che la guida fino alla chiusura, quando le strutture passano alla Orione, prima dell’apertura della procedura fallimentare. Da lì inizia una fase di degrado e di sviluppo di attività illecite. Più volte polizia municipale, carabinieri e polizia hanno rilevato la presenza di insediamenti abusivi. Le forze dell’ordine hanno spesso rinvenuto all’interno dell’ex fabbrica refurtive e occupanti con precedenti penali.

Lo scorso maggio, i carabinieri hanno denunciato 44 romeni di etnia rom, di cui 40 con precedenti penali, per invasione di terreni ed edifici, interrompendo la festa organizzata in occasione di un matrimonio tra due giovani che occupavano abusivamente l’ex area industriale, le cui strutture risultano pericolose per l’incolumità pubblica visto che, anche a seguito di manomissioni e furti di materiale ferroso, hanno subìto crolli e cedimenti. (d.r.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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