Sicurezza
È l’ex giudice il pisano morto a Palau
Malore fatale per Giuseppe Caforio, già generale dell’esercito e poi a lungo magistrato
PISA. E' l'ex giudice di pace Giuseppe Caforio il pisano morto domenica pomeriggio a Palau in Sardegna. Il magistrato, 80 anni, stava facendo il bagno nelle acque della Gallura quando, a una certa distanza dalla riva, ha accusato un malore. I soccorsi sono stati immediati e il dottor Caforio è stato subito portato a riva e soccorso, ma purtroppo non c'è stato niente da fare.
In un primo momento era stato diffuso il nome di Giosuè Caforio, ma successivi controlli hanno permesso di appurare che la vittima del malore era proprio il magistrato pisano, molto stimato in città. La notizia della sua scomparsa ha scosso e abbattuto i colleghi: «Quella di Caforio è una perdita gravissima - ha detto Ermanno Sanzo: - sia sul piano umano che professionale è stata una figura di spicco nell'esercito e poi nella magistratura di pace, e tutti noi partecipiamo al dolore dei familiari».
Fino a cinque anni fa Caforio mantenne l'incarico di coordinatore dell'ufficio del giudice di pace. Magistrato stimatissimo, aveva prestato servizio ininterrottamente quale giudice di pace per 15 anni e appartiene a quella schiera di giudici che sono stati nominati al nascere dell'istituto.
Insieme a due colleghi, l'allora coordinatore Sergio Mugnaini e Carlo Scognamiglio (suo immediato successore), organizzò nel 1995 il primo convegno internazionale i cui atti ha poi pubblicato insieme al professor Francesco Luiso nel libro "Il giudice di pace italiano nella realtà internazionale".
Prima di entrare nella magistratura di pace il dottor Caforio era generale dell'esercito, arrivato a Pisa per la prima volta nel 1959 per il corso ufficiali; aveva prestato servizio anche a Sassari, Livorno e Lucca come comandante militare provinciale. Ha anche diretto un importante gruppo internazionale di ricerca nelle scienze sociali. Nella sua carriera di magistrato si era distinto per la sensibilità nei confronti dei cittadini in numerose cause che li vedevano opposti alle pubbliche amministrazioni.
Alcune di queste vertevano anche su fatti curiosi, come quella che lo dive annullare una multa per eccesso di velocità comminata a un pullman di ultrà dell’Empoli: non pteva andare a una velocità diversa, ricordò il giudice del dispositiv, visto che il pullman era preceduto e seguito dalla Stradale... In un’altra occasione condannò il Comune di Lucca a quasi 2mila euro di spese a causa della sua insistenza nel voler riscuotere 3 euro (non dovuti) da un cittadino pisano. Molte le cause da lui decise e riguardanti i ricorsi dei contribuenti pisani nei confronti della Sepi, che Caforio insistette molto nel negare presunti poteri di diritto pubblico, e contro i disservizi e le prepotenze di grossi gestori nei confronti dei clienti.
Antonio Scuglia
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