Sicurezza
Cavalieri: restauro finito, ma la chiesa rimane chiusa
Dopo tre decenni monsignor Aldo Armani lascia la guida di Santo Stefano: «È sempre stato tutto sulle mie spalle, con rammarico ho deciso di mollare»
PISA. Dopo oltre un anno e mezzo dall'apertura del cantiere, si sono conclusi i lavori di restauro della chiesa di Santo Stefano dei Cavalieri, ma l'edificio di culto progettato da Giorgio Vasari resterà chiuso a tempo indeterminato. Dopo tre decenni, monsignor Aldo Armani, storico rettore della chiesa di piazza dei Cavalieri, ha deciso infatti di dimettersi. «Sono 30 anni che ho sulle spalle il peso, da tutti punti di vista, della chiesa dei Cavalieri – dice motivando la difficile scelta – e vista anche l'età, ho deciso di lasciare».
I problemi fisici, derivanti da un'operazione ad un ginocchio e ad un successivo investimento, hanno accelerato la decisione. «In queste condizioni sono impossibilitato a portare avanti il mio compito – aggiunge don Armani –. In 30 anni, inoltre, non ho mai ricevuto incoraggiamenti ed aiuti concreti per portare avanti la chiesa. Ho fatto tutto di mia iniziativa, aiutato da pochissime persone: i problemi della chiesa non hanno mai interessato molto».
Le dimissioni arrivano all'indomani della fine dei lavori che, grazie ad un finanziamento di 300.000 euro della Fondazione Pisa, hanno portato ad un restauro completo del tetto e dell'abside, dopo le copiose infiltrazioni d'acqua provocate dalle piogge del gennaio 2013 che misero in pericolo il prezioso soffitto ligneo, dove è raffigurata la storia dell'Ordine di Santo Stefano, dalla vestizione di Cosimo I fino alla presa della città di Bona e l'espugnazione di Prevesa, cominciando a sciogliere lo stucco, che tiene su le foglie d'oro, oltre a danneggiare le travi di sostegno in legno. Venerdì scorso sono state smontate le impalcature e nei prossimi giorni scompariranno anche gli ultimi residui del cantiere.
Spetterà ora all'arcivescovo nominare un altro rettore. Nel frattempo, la chiesa, di proprietà del demanio ma gestita all'arcidiocesi, resterà chiusa. La prima domenica di ottobre, in occasione della festa di Santo Stefano (che verrà anticipata), monsignor Armani farà l'ultima uscita pubblica in quella che per tre decenni è stata la sua casa. Dopo diventerà canonico al Duomo. «Dopo tanti anni dispiace prendere questa decisione – prosegue don Armani –, perché lascio una parte di me. Aver incontrato tanti studenti e ragazzi, molti dei quali si ricordano ancora di me, è forse la cosa più bella e gratificante, oltre ad aver organizzato tante iniziative e gestito una delle chiese più belle della città». Oltre a quella di Santo Stefano dei Cavalieri, monsignor Armani si è occupato del restauro di numerose chiese cittadine, da quella di San Paolo all'Orto a quelle di San Biagio, San Pierino e Sant'Andrea. «Credo di avere un bilancio positivo di cose fatte, amicizie e sentimenti – conclude don Armani –, ma anche qualche rammarico».
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