Il Tirreno

Pisa

In “fuga” da Oxford per potersi sedere in cattedra al S. Anna

di Mario Neri

La Scuola lancia una chiamata per trovare cinque prof: in due mesi 409 candidature dai migliori centri del mondo

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PISA. La fuga dei cervelli per una volta è verso l'Italia. Anzi, verso Pisa. Perfino da Oxford c'è chi ha inviato il curriculum nella speranza di ottenere una cattedra al Sant'Anna. In poco meno di due mesi alla porta della Scuola superiore hanno bussato centinaia di studiosi da tutto il mondo, una valanga di risposte ad una "call", una chiamata pubblica lanciata per reclutare nuovi docenti a metà maggio. In piazza Martiri della libertà ne cercavano cinque, sono arrivate le richieste di 409 profili diversi: ingegneri, informatici, biomedici, esperti di robotica, economisti, politologi.

Il boom disegna una geografia dell'eccellenza internazionale. Chi ha spedito la sua candidatura infatti non è stato spinto ad andarsene da realtà scientifiche asfittiche bensì lo ha fatto perché desideroso di partire dai migliori centri internazionali del Canada, degli Stati Uniti, dell’Oceania e del Nord Europa verso quello che riteneva un ulteriore salto di qualità. «Ci sono anche italiani fra i candidati, certo, ma la gran parte delle domande proviene dall'estero - dice il rettore Pierdomenico Perata - In tutta sincerità neppure noi ci aspettavamo questi numeri».

Quello del rettore non è uno stupore di maniera. In Italia sono pochissimi i casi in cui sia stata scelta questa formula per arruolare nuovi insegnanti. La "call" rappresenta un primo appello: chi si ritiene all'altezza può farsi avanti per partecipare ad una eventuale competizione su uno dei settori. «Un metodo semplice e meritocratico - continua il rettore - che punta a trovare i più bravi, tipico dei centri di alta formazione anglosassoni o statunitensi a cui il nostro Paese è molto poco abituato».

Funziona così: si invia il curriculum con pubblicazioni scientifiche e carriera. Se il numero di candidati "eccellenti" è consistente si passa al concorso. «Ma in presenza di una superiorità schiacciante di uno dei candidati possiamo optare anche per la chiamata diretta», precisa il rettore. Sono cinque i "cervelli" a cui sta dando la caccia il Sant'Anna: due prof associati e tre ordinari. Non ricercatori. Non è una cosa da poco: i prof costano all’università italiana circa 100mila euro annui, i ricercatori la metà. «Se adottassimo una logica contabile, quella a cui ci spinge il ministero - dice Perata - punteremmo al risparmio. Ma non è così che si costruisce un’eccellenza». Non è così che si modella un gioiello internazionale che conta il grande laboratorio di telecomunicazioni (Tecip) dove si sta costruendo l’internet a super velocità e il 5G e uno dei centri di robotica più avanzati del pianeta. Il polmone di conoscenza che sta alimentando la Silicon Piana di Navacchio.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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