Il Tirreno

Pisa

Concorsi Asl: 1.500 precari nel limbo

di Mario Neri
Concorsi Asl: 1.500 precari nel limbo

In attesa da anni, dovranno rifare le selezioni per un posto fisso. Saccardi: «Nei nuovi test faremo valere l’esperienza»

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PISA. Gianna, 35 anni, biologa, da oltre sei anni in un laboratorio del Santa Chiara e in coda con i «dannati del precariato permanente». Paola, 43 anni, un figlio, un’esperienza quasi decennale come medico a Cisanello, «di quelle in prima fila, ad alta intensità», racconta. Entrambe lavorano in strutture perno, entrambe ed altre centinaia di persone come loro nella provincia di Pisa, dal 9 luglio scorso, si sentono vite cadute in coda, «scarti con il futuro azzerato da un tratto di penna». Quello che con cui l’Estar, l’ente che gestisce il personale sanitario regionale, ha cancellato con una delibera le 166 graduatorie finora esistenti.

Motivo? Il rispetto dell’ultimo Milleproroghe, che impone di non far valere per più di tre anni gli elenchi di chi, seppur non era riuscito a strappare un’assunzione al primo colpo, aveva ottenuto l’idoneità nei concorsi pubblici statali. Un’applicazione della legge contro cui si è già scatenata una rivolta.

Nell’area pisana sono circa 1.500 i precari nelle graduatorie, non tutti lavorano, ma sono almeno 700 i camici bianchi con contratti a termine, dai co.co.co alle partite Iva, oggi impegnati negli ospedali dell’Asl e nei policlinici dell’Azienda ospedaliera e universitaria. «Il mio ruolo, sebbene da atipica della sanità - continua Paola - è fondamentale, mi capita anche di salvare vite, sì. Negli anni successivi alla specializzazione ho avuto contratti di vario tipo ma i miei compiti non sono mai stati troppo diversi da quelli dei colleghi assunti. Ho sacrificato molto della mia vita nell’ottica di un futuro migliore. Che ora Estar manda in fumo. Ma per chi e che cosa?».

Molti di loro si sono già organizzati rivolgendosi a un legale. Ricorreranno al Tar, facendo leva soprattutto su un aspetto: queste liste, alcune anche vecchie di dieci anni, sono state prorogate con il Jobs act fino al 31 dicembre 2016 e il colpo di spugna è giunto dunque prima della scadenza.

Ma anche i sindacati stanno provando a riaprire un negoziato. «Abbiamo chiesto ieri (venerdì per chi legge, ndr) alla Regione di revocare la delibera - dice Leonardo Fagiolini, responsabile della sanità per la Cgil - Non siamo contrari a far partire nuove selezioni ma in ogni caso serviranno mesi, quindi proponiamo di utilizzare le graduatorie per stabilizzare il personale almeno fino a quando non arriveranno i nuovi bandi. Che però vanno aperti, perché è bene ricordare che si rischia di innescare una guerra fra due categorie di precari, quelli che rivendicano anzianità concorsuale e quelli che attendono una possibilità». Ma Stefania Saccardi è netta. «I concorsi si faranno - dice l’assessore regionale alla sanità - Ci danno l’opportunità di un ricambio generazionale. Ma voglio rassicurare i precari: daremo mandato alle aziende di prorogare i contratti a tempo e comunque faremo concorsi nei quali saranno valorizzati sia il lavoro prestato, l’esperienza, sia il fatto di essere stati in graduatorie precedenti. Il ricorso? Non ci spaventa. Stiamo applicando la legge».

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