Il Tirreno

Pisa

Compie sessant’anni di sacerdozio il prete “contabile”

Compie sessant’anni di sacerdozio il prete “contabile”

Massima trasparenza: quando Mirello Paoletti era proposto all’ingresso della chiesa c’era il bilancio di entrate ed uscite

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CALCI. Sessant’anni di sacerdozio nell’ammirazione di credenti e non credenti. Una vita intensa e travagliata, soprattutto accanto ai meno fortunati.

Monsignor Mirello Paoletti, “il prete della gente” come viene chiamato, domani presiederà la concelebrazione del rito di Sant’Ermolao, patrono della Vallegraziosa. Per la comunità calcesana sarà l’occasione per salutarlo e dirgli grazie per come e quanto ha operato riuscendo a realizzare l’unità di un paese che era lacerato da divisioni politiche e differenziazioni di caste sociali. All’ombra del Monte Serra e della Verruca lo ricordano tutti per aver instaurato il principio della trasparenza: ogni entrata alla chiesa deve essere annotata, così come documentate le uscite. In questa ottica con scrupolo estremo al portone, in fondo alla chiesa, i resoconti in bella mostra. Una specie di libro contabile: quanto ricevuto per battesimi, cresime, matrimoni, funerali ed altro e quanto impiegato, sempre e comunque volto al bene comune. In tempi non semplici è riuscito a raccogliere il denaro per restaurare completamente i tetti del tempio. Si è messo alla testa del movimento di solidarietà per organizzare il viaggio della speranza per un giovane che aveva necessità del trapianto di cuore, in Inghilterra. Oggi monsignor Paoletti vive all’oasi del Sacro Cuore accanto agli anziani, ma sono tantissimi coloro che ogni giorno vanno a fargli visita sicuri di ottenere quantomeno una parola di conforto e un messaggio di speranza. Nei 60 anni dall’ordinazione sacerdotale ha dato alle stampe una pregevole pubblicazione che ha dedicato “ai cari genitori Mario ed Evelina, alla sorella Marisa, al fratello Moreno e alle tante care e buone persone incontrate e conosciute in tutti questi anni”. La volontà è di essere sepolto nel cimitero della propositura dove riposano i genitori. Le tappe della sua vita sono cadenzate da eventi importanti. Dal 1959 al 1961 pievano di Val di Castello Carducci, poi fino al 1969 parroco di San Prospero, dal 1969 al 1981 rettore del seminario e dell’istituto arcivescovile Santa Caterina, dal 1981 al 1989 proposto a Calci, e quindi parroco al Sacro Cuore di Pisa e infine in servizio in Cattedrale.

Pierluigi Ara

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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