Carrefour, presidio per contestare l’apertura no-stop
Iniziativa con il personale di Lucca, Fontina e Calenzano I sindacati: «Una scelta che peggiora la vita dei lavoratori»
PISA. Inizierà con una mobilitazione regionale dei dipendenti Carrefour la sperimentazione dell'apertura no-stop, 24 ore su 24, all'ipermercato della multinazionale francese di San Giuliano.
Domani i dipendenti dei punti vendita della Fontina, Lucca e Calenzano, che per tutto il periodo estivo resteranno aperti anche di notte, si ritroveranno davanti al supermercato pisano per contestare (le modalità non sono state ancora definite) una scelta che, secondo dipendenti e sindacati, potrebbe trasformarsi in un boomerang.
A preoccupare le organizzazioni sindacali e i lavoratori è il «rischio di un taglio dei livelli occupazionali derivante dagli aggravi dei costi che l'azienda dovrà sostenere» dopo la fase iniziale di novità che potrebbe invece portare qualche beneficio alle casse societarie. La Rsu dell'ipermercato della Fontina scriverà anche una lettera al sindaco di San Giuliano per far presente le preoccupazioni dei dipendenti ed in particolare quelle legate ai livelli di sicurezza dei lavoratori impiegati nelle ore notturne. Quella dell'azienda «è una scelta sbagliata», accusa Cinzia Bernardini, segretaria generale della Filcams-Cgil Toscana.
«Una scelta - prosegue - che peggiora le condizioni di chi lavora e che non aumenta gli incassi, specialmente in un momento di crisi in cui i consumi delle famiglie non riprendono». L'iniziativa della società della grande distribuzione segue la sperimentazione dell'orario prolungato fino alle 24 iniziata - tra le proteste - lo scorso 13 luglio e che avrebbe prodotto risultati soddisfacenti per il fatturato dell'ipermercato.
«Continueremo con le iniziative di protesta e di informazione per un lavoro, un modello di società e un consumo sostenibile – continua Bernardini -. A Massa (dove la spesa by-night è iniziata da qualche settimana) le vendite stanno andando abbastanza bene nell'orario notturno, ma diminuiscono in quello pomeridiano: si spostano gli incassi da una parte della giornata ad un'altra. Il caso Carrefour - prosegue la segretaria della Filcams - rischia di fare scuola. Abbiamo incontrato Pam, Unicoop Firenze ed Esselunga che, per ora, non hanno manifestato interesse per l'apertura notturna. Ma sono stati chiari nel dirci una cosa che ci preoccupa: stanno facendo indagini di mercato e, se risulterà conveniente, anche loro potrebbero riflettere sull'opportunità di restare aperti la notte. La nostra – conclude Bernardini – è una battaglia culturale e sociale, parla alla politica e alla società, e dice che comprare la mozzarella alle tre di notte non è l'affermazione di un senso di libertà, ma il superamento di un senso del limite».
Danilo Renzullo
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