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«O Viale o si convoca il congresso»

«O Viale o si convoca il congresso»

Bagarre sul segretario cittadino: gli ex civatiani di ReteDem si schierano

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PISA. Ha cominciato Antonio Dell’Omodarme, ex consigliere comunale. «Ho deciso di candidarmi alla guida del Pd, alla luce della mia esperienza politica ed amministrativa. La mia candidatura sono certo che sarà osteggiata da quelli che sono abituati a decidere, nominare e gestire il potere per il potere», ha scritto nel suo “manifesto” politico di auto-candidatura. «Personalmente interromperei l’“annuncite” e passerei ai fatti come alcuni governi passati del centrosinistra, da Prodi a D’Alema o favorirei le liberalizzazioni come Bersani», ha aggiunto. E poi: «Mi auguro che nel Pd tornino iscritti, simpatizzanti ed elettori di sinistra, ora sfiduciati e che questo partito sappia contribuire a far governare città come Pisa senza il sostegno dei Verdini di turno».

Una replica, per certi aspetti, arriva da ReteDem, a firma di Stefano Fabbri e Carlo Modica: anche a Pisa si è costituita l’area culturale e politica interna al Pd cui appartengono molti degli esponenti di quella che è stata l’area civatiana. Alcuni esponenti locali hanno recentemente partecipato a Roma all’assemblea costitutiva a livello nazionale. «A Pisa ReteDem, come ormai quasi tutti gli iscritti e militanti del Pd - scrivono - è costretta ad apprendere le notizie relative alla composizione degli organi del partito dalla stampa locale. Nei giorni scorsi, in merito alla vicenda dell’Unione Comunale di Pisa, avevamo sollecitato o la figura di un segretario di garanzia o l’avvio di una fase congressuale. Oggi filtrano nomi che sembrano più rispondere a logiche spartitorie, nelle more di un complessivo accordo provinciale (gestito si badi bene al di fuori di ogni percorso democratico e partecipativo nel partito stesso), che a reali esigenze di traghettare il partito verso il naturale epilogo di questa situazione che non può che essere un congresso in cui vi siano posizioni chiaramente e democraticamente espresse. Manca ogni accenno o volontà a processi di partecipazione dei circoli e degli iscritti».

«Se si vuole una figura di garanzia come da noi auspicato - aggiungono - è necessario individuare personalità realmente in grado di esprimere posizioni super partes, la cui caratura politica e morale sia unanimemente riconosciuta, come ad esempio quella di Giovanni Viale. Ogni altra scelta impegnerebbe il partito su scelte che non possono non passare da un Congresso».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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