Il dolore
Nessun guasto meccanico al minibus
La consulenza disposta dalla Procura esclude l’avaria per il veicolo guidato dall’autista deceduto nel volo all’ospedale
PISA. Nessuna avaria meccanica, né anomalie tecniche sul minibus che il primo giugno scorso fu protagonista di un volo di almeno 3-4 metri dentro l’area ospedaliera di Cisanello concluso con la morte del conducente, Adriano Profeti, 53 anni, di Cecina.
È l’anticipazione della consulenza commissionata dalla Procura a un ingegnere per capire se la navetta finita fuori strada - otto passeggeri feriti e due illesi - avesse avuto un guasto capace di provocare lo sbandamento dall’esito mortale. Una relazione che sgombera il campo da ricostruzioni prive di riscontri diffuse dopo la tragedia.
Dissequestrato. Lo shuttle bus è stato dissequestrato di iniziativa dalla magistratura senza attendere l’istanza della proprietà e riconsegnato alla “Angelino Srl” di Caivano (Napoli). Il titolare dell’azienda, Lorenzo Angelino, è indagato per omicidio colposo. Escludere la responsabilità del mezzo (acquistato nel settembre 2014) nell’incidente, prelude alla chiusura di un fronte lasciandone aperti altri due: malore improvviso o distrazione dell’autista.
L’autopsia. La prossima settimana scadono i termini per la consegna della relazione del medico legale David Forni dopo l’autopsia su Profeti. Il responso sarà decisivo per chiarire se la perdita di controllo del minibus sia stata provocata da un malore talmente acuto da non poter essere gestito e neutralizzato mettendo in salvo veicolo e passeggeri. Nel caso in cui non dovessero emergere evidenze legate a problemi di salute, l’alternativa per spiegare l’incidente mortale sarebbe quella della distrazione momentanea e, purtroppo, letale.
Il volo. Profeti stava guidando con il finestrino aperto e parlava al cellulare, utilizzando l’auricolare, con un collega della ditta per una questione di documenti da consegnare dopo il cambio di una gomma. Era entrato nell’area ospedaliera riservata alle navette che fanno la spola tra i parcheggi e il policlinico per trasportare pazienti e visitatori.
Una volta imboccato il rettilineo parallelo al padiglione del pronto soccorso, aveva perso il controllo del mezzo e dopo una virata di almeno una decina di metri era andato a schiantarsi contro la ringhiera che delimita l'area sottostante dove ci sono due discese utilizzate per servizi interni di trasporti malati e forniture. La protezione in ferro venne sventrata per un tratto di almeno 4 metri con il bus atterrato sul fianco sinistro dopo un volo di almeno 3-4 metri. Nel volo il corpo del conducente uscì dal finestrino per tutta la parte superiore del tronco. Una posizione che nell'impatto con il suolo significò per Profeti rimanere schiacciato dal minibus.
I dubbi dei familiari. Fin da subito i familiari di Profeti si sono detti poco convinti dell'ipotesi che l'uomo abbia avuto un malore prima dell'incidente in cui ha perso la vita. L’autista era una persona atletica, andava in palestra, era uno sportivo con una grande passione per l’Inter. Ipotesi espresse a caldo. Prima della consegna delle consulenze alle quali la Procura si affida per accertare il volo mortale.
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