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Camere di Commercio, Lucca tiene le distanze da Pisa

Camere di Commercio, Lucca tiene le distanze da Pisa

PISA. Lucca chiude definitivamente la porta, almeno in questa fase, ad ogni possibilità di un accorpamento con Pisa nel piano di riduzione delle Camere di commercio. Dopo le aperture, per altro...

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PISA. Lucca chiude definitivamente la porta, almeno in questa fase, ad ogni possibilità di un accorpamento con Pisa nel piano di riduzione delle Camere di commercio. Dopo le aperture, per altro molto esigue, delle settimane scorse ad una ipotesi di nuovo ente che univa Lucca, Massa Carrara e Pisa, lunedì dalla città delle mura è arrivato lo stop.

L’occasione è stato l’incontro tra la giunta camerale lucchese, guidata dal presidente Giorgio Bartoli, e le associazioni di categoria (tutte al completo, comprese quelle non presenti nel consiglio). Sul tavolo della discussione solo due ipotesi: quella dell’unione con Massa Carrara ed in subordine con quelle di Pistoia e Prato. Le associazioni di categoria hanno sostenuto quindi il percorso della giunta escludendo l’ipotesi di Pisa. Il pericolo che l’abbraccio con la Camera di commercio da lunedì guidata da Valter Tamburini diventasse mortale per Lucca in fatto di rappresentanza e egenomia, ha compattato il fronte. Viene lasciata aperta la porta ad un accordo con Prato e Pistoia solo nel caso Massa Carrara continui a prendere tempo e ritardi l’iter. Va detto che fino ad ora tutti i progetti di accorpamento erano stati rallentati dalla mancanza di un disegno di legge definitivo per la riduzione delle Camere di commercio, disegno di legge che però ha superato lo scoglio della Camera e quindi attende solo in via libera del Senato.

L’obiettivo del governo è quello di ridurre gli enti da 105 a 60 attraverso appunto l’unione di più soggetti. Nel disegno di legge approvato da Montecitorio, è stato modificato il numero minino di imprese che deve avere il nuovo soggetto (da 80.000 si è passati a 75.000). In più, tra le righe, si legge che 75.000 è il numero minimo perché un ente rimanga autonomo; negli altri casi si può procedere all’unione di due o più Camere. Se così fosse sia l’unione tra Lucca e Massa Carrara che quella tra Livorno e Grosseto avrebbero il via libera a prescindere dal totale delle imprese. In questo quadro Pisa sembra, al momento, fuori da ogni gioco. O meglio deve provare a riprendere in considerazione l’ipotesi di accorpamento con Livorno (e quindi anche con Grosseto) stoppata sul nascere dalla scelta dei labronici di guardare alla Maremma. (d.b.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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