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Allarme dei balneari per le spiagge Resta il rischio aste

Allarme dei balneari per le spiagge Resta il rischio aste

La proroga alla direttiva comunitaria è ancora bloccata «Il nostro futuro è incerto, nessuno pensa ad investire»

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MARINA. «Stiamo vivendo una stagione nella più completa incertezza per il nostro futuro. Ad oggi non c’è stato ancora nessun via libera alla proroga richiesta fino al 2020 per le nostre concessioni delle spiagge. In caso negativo le strutture saranno messe all’asta già dal 2016». Nella parole di Alessandro Cordoni, presidente dei balneari pisani di Confesercenti, tutta la preoccupazione per la direttiva Bolkestein che pone ancora un grande punto interrogativo sul settore.

«Nei giorni scorsi le nostre sigle sindacali - spiega Cordoni - hanno incontrato il sottosegretario agli Affari Europei, Sandro Gozi, che ha ribadito la ferma volontà del governo di fare tutto quanto necessario al fine di salvaguardare le imprese esistenti, riconoscendone il ruolo fondamentale nel turismo italiano. Al tempo stesso ha confermato di voler proseguire con determinazione presso la Corte di Giustizia Europea, attraverso l’Avvocatura dello Stato, la difesa delle leggi di proroga così da rafforzare nei confronti della Commissione europea il cosiddetto “doppio binario”. Questo vuol dire il rispetto dei principi generali di tutela della concorrenza e al tempo stesso dei diritti delle imprese esistenti garantiti dal loro diritto di proprietà aziendale. Purtroppo il tempo passa e la situazione non si sblocca. I ritardi nell’emanazione della nuova disciplina sono dovuti, oltre che alla posizione “attendista” della Commissione europea, alla mancanza di alcuni interlocutori istituzionali».

Un’incertezza che ha frenato anche gli investimenti per questa stagione. Ancora Cordoni: «Un imprenditore non può certo pensare di spendere oggi quando magari a gennaio partono le aste pubbliche. Questo ha frenato la crescita del livello dei nostri stabilimenti, senza alcun dubbio. Un esempio? Alcuni gestori avevano pensato di installare condizionatori nei bungalow che affittano per la stagione, ma hanno fatto marcia indietro visto che sarebbe un investimento a rischio se non ci viene concessa la proroga».

A rendere ancora più complicata la situazione, la questione legata alle aree comunali confinanti con quelle demaniali nei vari stabilimenti, aree comunali che i balneari avevano chiesto a Palazzo Gambacorti di ottenere almeno come diritto di superficie. «Un percorso, anche in questo caso, che non si è ancora sbloccato - insiste Cordoni -. L’idea era quella di tutelarci nell’eventualità delle aste ottenendo dal Comune di Pisa il diritto di superficie delle sue aree per diversi anni. Da pagare in un’unica soluzione a prezzo di mercato secondo i metri quadri e le caratteristiche dell’area. In alcuni stabilimenti, addirittura, le strutture come ristoranti e bar sono a metà tra la parte comunale e quella demaniale. Il dialogo con il Comune è ancora aperto». E nell’ipotesi invece delle aste cosa succederebbe alle aree comunali? Secca la risposta del presidente balneari: «Il caos si aggiungerebbe ai danni incalcolabili per le nostre attività. Le aree comunali infatti devono seguire il gestore di quelle demaniali. Quindi il Comune, a sua volta, dovrebbe fare un’asta pubblica per la loro nuova concessione. Tutto questo in pochissimi mesi».

Daniele Benvenuti

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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