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Docenti di geografia: a settembre mobilitati contro la riforma

PISA. Nonostante la riforma della “Buona Scuola” sia stata approvata, il Gruppo degli insegnanti di geografia autorganizzati (Giga) non ha alcuna intenzione di abbandonare la protesta. E si prepara...

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PISA. Nonostante la riforma della “Buona Scuola” sia stata approvata, il Gruppo degli insegnanti di geografia autorganizzati (Giga) non ha alcuna intenzione di abbandonare la protesta. E si prepara al rientro di settembre.

«L'ennesima protesta a Roma, dopo il plebiscitario sciopero nazionale del personale scolastico del 5 maggio, e il successivo blocco, quasi totale, degli scrutini finali - si legge in una nota - può fornirci importanti indicazioni per impostare le prossime lotte per la sacrosanta difesa della scuola pubblica. Il bilancio finale della manifestazione è da considerarsi positivo, sebbene la partecipazione poteva essere sicuramente superiore».

Secondo il Giga, la riforma voluta dal premier Matteo Renzi e dal ministro dell’Istruzione Stefania Giannini presenta «evidenti elementi di incostituzionalità e l'opposizione dei docenti è destinata a riesplodere. È probabile che a settembre, con la riapertura dell’anno scolastico, si verificherà quella che il portavoce dei Cobas, Piero Bernocchi, ha definito una "guerriglia non violenta", caratterizzata da agitazioni e nuove manifestazioni di protesta, paralisi dei collegi dei docenti, ricorsi a valanga alla magistratura».

«La realizzazione di questo scenario o, al contrario, la piena applicazione della riforma dipenderà essenzialmente da due fattori - si legge ancora nel documento del Giga -. Il primo di questi sarà la determinazione degli insegnanti a voler continuare le mobilitazioni. I docenti dovranno farsi carico di ulteriori disagi e superare il senso di scoraggiamento che si è diffuso in una parte di loro dopo che Matteo Renzi è riuscito, grazie al maxiemendamento e al voto di fiducia, a ottenere l'approvazione al Senato».

«Gli insegnanti - prosegue la nota del Gruppo degli insegnanti di geografia autorganizzati - dovranno anche dimostrare di saper convincere quella componente di colleghi, non sempre minoritaria, che ormai da troppo tempo assume atteggiamenti passivi e si limita a lamentarsi oppure ad esprimere un'indistinta sfiducia verso le organizzazioni sindacali. Il secondo fattore fondamentale per trasformare l'apparente successo di Matteo Renzi in una "vittoria di Pirro" è la capacità di conservare l'unità sindacale che si è cementificata in questi ultimi mesi di lotte e che è sembrata caratterizzare la manifestazione del 7 luglio scorso».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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