Il Tirreno

Pisa

la movida

Piazza delle Vettovaglie, ferri corti tra commercianti e residenti

Carlo Palotti
Piazza delle Vettovaglie
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Piazza delle Vettovaglie

Polemica sulle proposte per riqualificare un luogo storico della città che da anni è nel degrado. Intanto sono stati organizzati due concerti serali, ma non a tutti l’iniziativa è piaciuta

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PISA. È di pochi giorni fa la foto di Piazza delle Vettovaglie distribuita in omaggio dal “Tirreno”. In quella foto uno dei luoghi più caratteristici della città compariva di notte, senza passanti, splendente nella sua perfezione. Di giorno, però, la piazza si anima con le voci e i banchi del mercato, mentre, calato il sole, diventa centro della vita notturna, accogliendo centinaia di persone e regalando ai cittadini un luogo dove passare una serata in compagnia.
Piazza delle Vettovaglie con tutto il suo movimento è anche al centro di un acceso dibattito tra chi in quel luogo lavora o si diverte, e chi nei palazzi che la circondano vive.

Nelle passate settimane i proprietari degli esercizi che insistono sotto il loggiato della piazza, in collaborazione con il Comune, hanno organizzato una serie di eventi musicali e teatrali e da parte dei residenti si è alzata forte la protesta. Punto della questione sono i giorni scelti per i concerti (infrasettimanali) e il volume delle diverse esibizioni che, uniti al gran caldo e all’impossibilità di tenere aperte le finestre, hanno costretto i residenti a veglie forzate ed insopportabili.

Differenti e talvolta inconciliabili le posizioni sull’argomento. «Credo che per prima cosa si debba cambiare prospettiva – dice Marco Santini, tra i promotori dei concerti e proprietario del bar Pozzo dei miracoli -. La movida a mio parere non va repressa o eliminata. Al contrario, va incentivata con un’intesa tra gli operatori commerciali e i residenti».

L’idea di riqualificare un luogo importante alla città attraverso le attività culturali è accettata in maniera trasversale, anche se le differenze su questo punto non mancano. «Piazza delle Vettovaglie – racconta Claudia, proprietaria di un ristorante – è molto peggiorata negli ultimi anni, ma allo stesso tempo credo che la promozione di eventi culturali potrebbe dare una mano. Riuscire a portare qua un pubblico differente dal solito, magari fatto di famiglie e turisti, significherebbe molto per il rilancio della piazza».

Non la pensano così Federica Marchetti e il marito Christian Faloppa che hanno tre finestre del proprio appartamento affacciate sulla piazza. «Noi siamo tra quelli che chiamano di continuo le forze dell’ordine – scherza il marito -. Portare in una piazza chiusa come questa dei concerti e per giunta nei giorni feriali ci è sembrato poco accorto. Il volume delle esibizioni era assordante e per noi è diventato impossibile dormire».
Difficile per chi ama la città allontanarsi dal centro storico: «Su questo punto io e mia moglie – conclude Faloppa – abbiamo punti di vista diversi. Anche se vivere qua a volte risulta difficile per la confusione, non lascerei mai quest’appartamento. Federica invece ha raggiunto il punto di sopportazione e, potendo, se ne andrebbe a vivere altrove».

Anche Palazzo Gambacorti fa parte della contesa in qualità di promotore diretto degli eventi teatrali proposti ad inizio luglio e patrocinante dei due concerti al centro del dibattito. «Come Comune – spiega l’assessore Andrea Ferrante – abbiamo organizzato in Piazza delle Vettovaglie due eventi teatrali distinti, che sono terminati molto prima della mezzanotte e senza creare confusione».

Sull’argomento la posizione di Ferrante è chiara e aperta al confronto con la cittadinanza. «Quelle proposte – continua Ferrante – sono state delle serate pilota, aperte ai cambiamenti e ai suggerimenti delle persone e delle associazioni. Di sicuro lo scopo è stato raggiunto: per alcune sere la piazza è stata recuperata e ridata ai cittadini, che ne hanno approfittato accorrendo e partecipando agli eventi in gran numero. Abbiamo messo a punto degli eventi culturali attenendoci alle regole. L’intento non era certo quello di disturbare. Il Comune è aperto a qualsiasi proposta costruttiva in merito a tale specifica questione. Non siamo più disposti, però, ad accettare il disfattismo di professione».
 

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