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Pedofilia, via alle indagini su presunti abusi a Tirrenia
Tutto è partito dall’arresto di un camionista di Prato, le vittime bimbi in vacanza La Procura di Firenze ha trasmesso gli atti dell’inchiesta a quella di Pisa
PISA. La Procura di Pisa sta svolgendo indagini su presunti abusi sessuali compiuti da un camionista pratese di mezza età nei confronti di bambini in villeggiatura, nell'estate del 2013, in uno stabilimento balneare di Tirrenia. Le indagini sarebbero partite dall'esame delle immagini ritrovate all'interno del computer del camionista il quale venne arrestato per detenzione di materiale pedopornografico. Gli inquirenti, dopo avere ricevuto gli atti dalla Procura di Firenze, stanno convocando alcune famiglie pisane e livornesi per raccogliere eventuali testimonianze su quanto potrebbe essere accaduto nell'estate 2013. Nella chat del camionista si sarebbe fatto più volte riferimento agli incontri ravvicinati che l'uomo avrebbe avuto coi minori.
Il camionista pratese venne arrestato dalla Polizia postale nell'ottobre del 2013. Furono gli uomini del Compartimento di polizia postale di Roma ad arrivare a Prato nell'ambito di un'indagine iniziata nella capitale. I poliziotti avevano scoperto che su un computer in uso a un camionista cinquantenne era arrivato materiale giudicato interessante dal punto di vista investigativo. Ma forse nemmeno loro immaginavano di trovare così tante foto che poi fecero scattare il blitz a Prato e il conseguente arresto del camionista che venne rinchiuso nel carcere di Dogaia. La polizia postale romana aveva informato il sostituto procuratore Benedetta Foti, oltre ai colleghi della Questura di Prato. Il fascicolo d'indagine era poi passato alla Procura distrettuale di Firenze, competente per questo tipo di reato. Ed è notizia di questi giorni, il passaggio degli atti alla procura di Pisa che dovrà accertare i fatti che si nascondono dietro il traffico di materiale pedopornografico.
Il lavoro eseguito dagli inquirenti fiorentini avrebbe individuato che alcune immagini dei bambini sarebbero state scattate all’interno di uno stabilimento balneare di Tirrenia: da qui la trasmissione degli atti alla procura competente per territorio.
Sull’inchiesta c’è il massimo riserbo allo scopo di salvaguardare dei minori che, quando accaddero i fatti sotto inchiesta, avevano dai 6 agli 8 anni. Ascoltare dei minori, alla presenza di una psicologa come di personale delle forze dell’ordine specializzato, non è un passaggio semplice. Il materiale che in questi anni è stato analizzato è costituito da foto e non da video. Foto raccapriccianti su cui gli inquirenti si stanno muovendo con la massima cautela e riserbo, mentre ci sono famiglie pisane e livornesi che stanno vivendo un autentico dramma.
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