Il dolore
Movida insopportabile Nasce il coordinamento
I principali comitati cittadini si uniscono: Francesco Pozzi presidente per un anno «Può aderirvi chi ha carattere apartitico e ha per finalità l’interesse pubblico»
PISA. I principali comitati cittadini di Pisa si uniscono creando un unico coordinamento. Nei giorni scorsi, infatti, i quattro da più tempo presenti sul territorio (Mezzogiorno, Residenti del Quartiere di Santa Maria, la Cittadella per la qualità della vita e Il Muretto-Porta a Mare) hanno deciso di unire le loro forze costituendo appunto un coordinamento che per il primo anno sarà guidato dal Francesco Pozzi, presidente del Comitato dei Residenti del Quartiere di Santa Maria; a coadiuvarlo, come vice, Anthony Mancini, presidente del Comitato di Mezzogiorno oltre a Marco Nuti, presidente della Cittadella, ed Elisa Santucci presidente del Muretto. Dai punti che sono alla base di questa costituzione si capisce subito quali siano le linee guida e soprattutto come la volontà sia quella di essere un soggetto di riferimento nei confronti dell’amministrazione comunale. I temi individuati d’interesse comune comprendono la qualità e i diritti fondamentali dei cittadini, l’ambiente e la salute, la mobilità e le aree di sosta, il decoro e l’arredo urbano, l’ordine pubblico e la sicurezza dei cittadini.
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«Questo nuovo collegamento operativo deriva dalla consapevolezza che i comitati civici sono un importante strumento di democrazia diretta – spiega Francesco Pozzi -. Ogni comitato rappresenta, all’interno del proprio spazio, la maggiore forma di partecipazione dei cittadini nell’ambito dei percorsi istituzionali e delle varie fasi del processo decisionale degli organi del Comune. Questo nuovo coordinamento è comunque una struttura aperta all’adesione di altri comitati formalmente costituiti, con lo scopo di confrontare le attività, stabilire linee di azione comuni ed incidere con maggior capacità nei confronti di provvedimenti, attività e servizi erogati dal Comune di Pisa».
La forza di questo coordinamento sarà sicuramente la sua rappresentatività. Non a caso chi volesse entrare dovrà comunque costituirsi in maniera ufficiale. Ancora Pozzi: «I comitati aderenti al coordinamento come soggetto giuridico legittimato ad interloquire con gli organi comunali possiedono requisiti minimi di legittimità come la valenza territoriale rapportata ai quartieri cittadini, un numero significativo di aderenti, regole democraticamente approvate che disciplinino le finalità, lo svolgimento delle attività e del funzionamento degli organi interni. E ancora carattere apartitico delle finalità collegate ad interessi pubblici diffusi e modalità di attività pacifiche e non violente. Per questo – spiega il neopresidente – ne fanno parte (o in futuro potranno chiedere di entrare) solo i comitati che sono formalmente costituiti. Non sono ammessi quelli spontanei». Ma perché questa scelta di un coordinamento unico? «Crediamo sia lo strumento ideale per individuare con maggiore facilità obiettivi comuni condivisi e raggiungibili in un tempo ragionevole – conclude Francesco Pozzi -, attraverso un’azione collettiva non ingabbiata nell’organizzazione, nonché con una rapida capacità di visibilità mediante la comunicazione e la denuncia pubblica. Finalità del coordinamento sarà anche quella di proporre soluzioni alternative o comunque migliorative che partono dalle effettive esigenze dei cittadini, chiedendo l’attivazione di un confronto dei propri rappresentanti con gli organi comunali».
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