Sicurezza
L’addio a Lavinia tra lacrime e fiori
Commozione al funerale della ragazza morta in Grecia «La sua giovinezza rifiorirà nella Casa del Signore»
PISA. Un lungo tralcio di rose bianche adagiato sulla bara e un migliaio di persone strette intorno al dolore dei familiari. Una commossa folla di amici, parenti, compagni di scuola, professori, conoscenti e non ha partecipato ieri nella chiesa di Santa Caterina ai funerali di Lavinia Mazzanti, la studentessa di 19 anni che ha perso la vita domenica scorsa a Kos, l'isola greca dov'era con un gruppo di amici per festeggiare il traguardo della maturità. Lacrime, dolore e silenzio. In tanti, dopo la veglia di mercoledì sera andata avanti fino a notte inoltrata, hanno voluto porgere un ultimo saluto alla giovane studentessa scomparsa in un tragico incidente stradale a bordo di un quad noleggiato per un'escursione. In prima fila la famiglia. Il padre Tommaso Mazzanti, anestesista dell'ospedale di Cisanello, la madre Lucia Lilli e il fratello Francesco. Tra i presenti anche il sindaco Marco Filippeschi, accompagnato dalla moglie Marzia, il prefetto Attilio Visconti, l'assessore Sandra Capuzzi e molti volti noti della sanità pisana. Tantissimi i giovani presenti, tra i quali anche gli altri ragazzi che avevano raggiunto l'isola del Dodecaneso per quello che doveva essere un viaggio all'insegna del divertimento e della spensieratezza. All'ingresso della chiesa, un grande libro raccoglie pensieri, aneddoti, ricordi. La messa, officiata da don Luca Carlesi della diocesi di Pistoia, amico della famiglia Mazzanti, è stata carica di emozioni. «Di fronte alla morte dobbiamo riflettere sulla fretta, la superficialità e la nostra disattenzione nei confronti degli altri - sottolinea padre Carlesi durante l'omelia -. Affidiamo la nostra Lavinia al Signore affinché la sua giovinezza rifiorisca nella sua casa. Di fronte a queste tragedie c'è un dubbio che ci assale: dov'è il Signore? Nello stesso tempo affermiamo che la vita e il Signore sono una cosa sola. Dove c'è Lui, c'è la vita». Gli abbracci e la vicinanza dimostrata dai tanti presenti non sono riusciti a lenire il dolore dei familiari, colpiti da una tragedia improvvisa su cui non è stata ancora fatta piena luce. «Non c'è niente di più umano delle lacrime, che rivelano l'amore e tutta la nostra fragilità - prosegue don Carlesi, affiancato nella celebrazione della messa da don Roberto Filippini, don Francesco Bachi, monsignor Danilo D'Angiolo, don Luca Casarosa, padre Maurizio Dessì e don Adriano Barsotti -. Il Signore dice vieni dalla mia parte, dove la giovinezza non sfiorisce. Siamo qui a sciogliere e lasciare andare nella misericordia di Dio la nostra sorella Lavinia. Sciogliamola da rimpianti, dallo sgomento e anche dalla rabbia. Facciamola andare dal Signore, che è amore incontenibile per sempre». Al termine della messa la bara è stata portata in spalla da sei ragazzi all'esterno della chiesa. Un ultimo applauso alla giovane che sognava di diventare medico ha accompagnato la partenza del carro funebre verso il cimitero suburbano di via Pietrasantina, dove Lavinia riposerà in attesa della cremazione.
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