Lutto
Indagini serrate sul furto nella villa di Cafaggio
PISA. I carabinieri del reparto operativo stanno indagando sulla rapina in villa di cui è stata vittima Gigliola Cenciarini, 75 anni, vedova del professore Luciano Servadio, storico direttore della...
PISA. I carabinieri del reparto operativo stanno indagando sulla rapina in villa di cui è stata vittima Gigliola Cenciarini, 75 anni, vedova del professore Luciano Servadio, storico direttore della clinica chirurgica dell'ospedale Santa Chiara. La rapina era avvenuta in una villa nella notte fra sabato e domenica scorsa in località Cafaggio, cui si accede dalla statale del Brennero, nel territorio di San Giuliano, ma a due passi dalla città.
Protagonisti della rapina quattro malviventi che avevano aggredito e picchiato l’anziana donna dopo averla minacciata con un macete puntato alla gola. La donna, per le percosse subite, era stata portata al pronto soccorso, ma era stata dimessa dopo qualche ora. Ingente il bottino: non ancora definito, ma di svariate decine di migliaia di euro, tra orologi e gioielli. Ma tanta, soprattutto, la paura.
Gigliola Cenciarini, sentendo dei rumori durante la notte, si era alzata ritrovandosi davanti quattro uomini incappuicciati.
I quattro erano entrati presumibilmente da un cancello facilmente scavalcabile nel parco intorno alla villa. Praticamente a colpo sicuro erano andati sul retro dell'abitazione dove c'era una scala, utilizzata per salire al piano superiore dove si trovano le camere. Lì erano cominciate le minacce e le prime percosse, qualche ceffone che aveva procurato lividi e soprattutto un colpo alla pancia, motivo poi della richiesta di soccorso medico.
E per aumentare le minacce, i malviventi si eranoo serviti di un macete che era in casa.
Quindi, con l’arma in mano, l’intimidazione nei confronti della vittima si è fatta ancora più pesante. «Apri le cassaforti». Poi la minaccia più grande: «O ti ammazzo». Dei quattro uomini, due erano stati sempre zitti. Uno, ha detto l'aggredita, era straniero. Uno invece italiano: «Sono originario di Napoli», le aveva detto. Simulava?
Su questi elementi e gli elementi raccolti dal sopralluogo, i carabinieri stanno lavorando per cercare di dare un volto e un nome ai malviventi.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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