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Gioco del Ponte: la pedana fa ancora discutere

Gioco del Ponte: la pedana fa ancora discutere

Incontro a Tirrenia tra i capitani delle squadre. Critiche nei confronti del Comune e dei comandi

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TIRRENIA. La terza serata di “In compagnia sotto le stelle” ha ospitato sul palco di via delle Rose, a Tirrenia, i dodici capitani del Gioco del Ponte. Il nuovo format di attualità, cultura, sport e spettacolo, condotto da Massimo Marini, ha deciso di dare voce alla manifestazione di punta del Giugno Pisano, in una serata allietata dalla musica di Silvia Spagnoli.

La serata ha preso il via ricordando i due giovani morti in incidenti stradali: Lavinia Mazzanti e Davide Turini. Applausi scroscianti del pubblico e qualche lacrima di commozione.

Dal ricordo alla celebrazione. Martina Batini, campionessa del mondo per la seconda volta in Russia, è stata festeggiata con l’inno nazionale italiano.

Pronti via ed il dibattito si apre subito con la polemica sulle pedane che hanno rischiato di mandare a monte il Gioco e ne hanno ritardato l’inizio. «Ci vuole più attenzione da parte del Comune», tuona Antonio Pucciarelli capitano del San Francesco. «Alle 12 ci hanno telefonato e ci hanno detto che il Gioco non si sarebbe svolto». Non si fa attendere la risposta di Mezzogiorno, con il capitano di San Marco Cristiano Scarpellini: «Di anno in anno è diventato un gioco troppo “spettacolarizzato”, sarebbe meglio curare le cose essenziali: costumi, pedane e sfilata storica».

E’ un botta e risposta che si protrae quello tra Pucciarelli e Scarpellini. «Chi comanda ha fatto degli errori, perché non sa cosa significa e non vive il Gioco. La Veglia è stata spostata al venerdì sera, quando il giorno dopo la gente va a lavorare», dice Pucciarelli.

Poi si passa alla parte tecnica, con Scarpellini polemico nei confronti del suo comando: «Mi dispiace ma Mezzogiorno ha sbagliato tutto, ha sbagliato tattica dopo essere passata in vantaggio».

C’è spazio anche per Roberto Biagi, capitano del San Michele: «Ci siamo confermati i più forti. San Michele in due anni ha cambiato otto combattenti, con una squadra nuova e giovane. Quando però in una squadra i vecchi tirano i giovani ed i giovani tirano i vecchi sei già a buon punto». Prima del brindisi finale, spazio anche per qualche aneddoto esclusivo e mai esternato prima: «Ho iniziato con Mezzogiorno nel S. Antonio - dice Bob Biagi - e mio padre non mi parlava più, poi incontrai Pucciarelli, mi portò con se è da li iniziai il mio percorso nel San Michele». Per Scarpellini invece una militanza a Tramontana: «Sì, un anno cambiai parte - confessa - ma non mi ci voller». Misteri che rimarranno tali così come l’amore per il Gioco del Ponte che dovrà continuare ad essere di Pisa e dei pisani.

Antonio Tognoli

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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