La protesta
È arrivata al porto di Marina la macchina delle onde
L’impianto made in Pisa produce energia elettrica sfruttando la forza del mare Sarà installato sul fondale davanti a piazza Sardegna nella seconda metà di agosto
MARINA DI PISA. La macchina delle onde H24 di 40 SouthEnergy è approdata al porto, in attesa di essere installata sul fondale davanti a piazza Sardegna nella seconda metà di agosto: sarà posizionata a 200 metri dalla costa e occuperà una superficie di circa 2700 metri quadrati. Trasformerà la forza delle onde in energia elettrica, che confluirà nell’impianto preesistente. Ieri pomeriggio è stato presentato al pubblico il progetto “Blu Marina”, ideato da Elements, in base al quale le macchine H24 verrebbero installate sul fondale di Bocca d’Arno per alimentare la cabina elettrica del porto, ma anche ricaricare le barche ormeggiate, gli impianti di dissalazione e le auto elettriche.
«Abbiamo sposato questa iniziativa fin dall’inizio – afferma Simone Tempesti, amministratore unico di Porto di Boccadarno -. “Blu Marina” riqualificherebbe il porto nella sua prossima veste di villaggio: in futuro, infatti, non ci sarà solo il servizio portuale ma anche abitazioni e negozi. Inoltre, questo progetto, rivoluzionerebbe anche la quotidianità, con maggior rispetto dell’ambiente attraverso l’utilizzo di fonti rinnovabili e un miglior impiego delle risorse».
Ieri è stata presentata anche la campagna di crowdfunding, sulla piattaforma StarsUp, per finanziare “Blu Marina”. «Una singola macchina H24 da 50kw costa 200.000 euro, il progetto minimale parte da 250.000 euro – dice Michele Grassi, amministratore unico di Elements -. Aggiungendo tutti gli altri “accessori”, comprese le macchine elettriche a disposizione degli utenti e i dissalatori, si raggiunge gli 800.000 euro. Ma andiamo per step. La nostra idea è quella di raccogliere le prime manifestazioni di interesse in questi giorni, per poi lanciare ufficialmente la campagna di finanziamento collettivo a settembre».
«Il nostro porto è già un biglietto da visita per la città e lavoriamo per renderlo sempre più piacente ed efficace – aggiunge Tempesti -. Come società di gestione del porto siamo pronti a partecipare al progetto (un contributo che quantificheremo man mano che si sviluppa) e a sostenerlo in tutte le forme possibili, anche per quanto riguarda la comunicazione. Ospitare qui la macchina H24 è un segno intangibile della nostra adesione».
Secondo Tempesti, l’investimento “Blu Marina” avrà un ritorno sull’economia del porto, ma anche in termini di immagine. «Permetterebbe un risparmio energetico e con una maggior resa degli impianti che già abbiamo – dice Tempesti -. Disponiamo già di un dissalatore. Blu Marina prevede l’installazione di un secondo impianto, sarà necessario quando realizzeremo la parti edificabili: ci saranno più aree verdi, per cui sarà molto utile poter disporre di acqua dissalata. Inoltre, il processo di dissalazione alimentato dalla H24 consumerebbe meno energia».
L’attenzione per l’ambiente è a 360°. Le brochure di “Blu Marina” sono realizzate da Favini, una società che realizza prodotti grafici e di cartoleria a base di materie prime principalmente naturali come cellulosa, alghe, frutta, noci. Se “Blu Marina” andrà in porto, letteralmente, i proprietari delle barche ormeggiate, ma anche turisti e cittadini potranno noleggiare le auto elettriche Bmw e una moto elettrica.
«Man mano che l’utenza cresce, aumenta la domanda di nuovi servizi – conclude Tempesti -. Sarà molto utile poter mettere a disposizione delle auto per visitare il territorio».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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