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La Camera di Commercio davanti alla sfida fusione

di Daniele Benvenuti
La sede della Camera di Commercio
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La sede della Camera di Commercio

Tamburini in pole position per la successione a Pacini, da eleggere anche il vice. Il presidente dimissionario, che è consigliere, potrebbe tenere il posto in giunta

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PISA. Lunedì 27 luglio si chiuderà dopo ben venticinque anni l’era della presidenza Pacini alla Camera di Commercio di Pisa. Alle 10, infatti, si riunirà il consiglio per l’elezione del nuovo presidente dopo le dimissioni dello stesso Pierfrancesco Pacini, fresco vicepresidente della neonata società che gestisce gli aeroporti di Pisa e Firenze (Toscani Aeroporti Spa). Saranno i ventotto consiglieri dell’ente camerale ad eleggere a scrutinio segreto il successore di Pacini, che resterà in carica fino alla conclusione dell’attuale mandato che scadrà nel 2018.

Il favorito. In pole position sembra esserci Valter Tamburini, presidente regionale della Cna, che ricopre già la carica di vicepresidente. Ovviamente il voto è segreto, ma tutto lascia pensare che sulla candidatura di Tamburini possa convergere un’ampia maggioranza. Anche perché già al momento dell’elezione di Pacini, nel marzo 2013, una staffetta con il vicepresidente era data per probabile a metà mandato. Lo stesso Pacini ha ricordato che aveva pensato di chiudere questa esperienza al venticinquesimo anno di mandato. La staffetta, a questo punto, sarebbe solo anticipata di qualche mese proprio per la nomina di Pacini in Toscana Aeroporti.

Pacini in giunta? Una volta provveduto all’elezione del nuovo presidente, il consiglio camerale dovrà però riunirsi una seconda volta per la nomina del nuovo componente della giunta. La giunta è infatti composta da otto membri più il presidente, quindi c’è da sostituire un componente visto che Pacini era di diritto membro. Non è da escludere che lo stesso Pacini possa comunque continuare a sedere al tavolo di quell’organismo, considerato che è ancora consigliere camerale e quindi eleggibile per la giunta.

Vicepresidente. Oltre a questo secondo passaggio del consiglio, ci sarà poi da provvedere alla nomina del nuovo vicepresidente. Nomina che spetta esclusivamente alla giunta. Probabile che entro la prima settimana di agosto la Camera di Commercio di Pisa abbia quindi un nuovo presidente ed un nuovo vice.

Scenario fusione. Saranno i nuovi vertici a gestire in seguito la complessa operazione della fusione tra enti camerali voluta dal governo Renzi. Una fusione necessaria per portare le attuali 105 Camere di Commercio a 60, ma i cui contorni sono ancora tutti da chiarire. A cominciare dalla soglia dimensionale minima di 80.000 imprese iscritte nel registro per ciascun nuovo ente, soglia non semplice da raggiungere. In Toscana le grandi manovre sono già cominciate, con Pisa finora rimasta alla finestra. Svanita infatti l’ipotesi di formare un grande ente costiero con Livorno (che invece ha scelto Grosseto costituendo la Camera della Maremma e del Tirreno, confidando poi in una riduzione della soglia minima di imprese ancora in discussione nel disegno di legge conclusivo), rimane aperta la pista che porta all’unione con Lucca e Massa Carrara. Pista che però vede la forte opposizione di Lucca ed in particolare della locale Confcommercio. «L’abbraccio di Pisa - si legge in un comunicato dell’associazione lucchese - non porterebbe nuove potenzialità, destinate a rimanere ben ancorate sotto la Torre pendente, ma andrebbe a togliere una delle ultime forme rimaste di governance ai territori della Lucchesia, della Versilia e della Valle del Serchio». Una partita quindi ancora tutta da giocare che metterà alla prova la nuova dirigenza di piazza Vittorio Emanuele.

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