Il dolore
Migranti, ipotesi Metato respinta anche dal Pd
Dopo la presa di posizione del primo cittadino, interviene il gruppo consiliare «Sono già 50 i profughi ospitati a San Giuliano. Ora collaborino altri territori»
SAN GIULIANO. «La soluzione del Cottolengo ad Arena Metato va contro il modello di accoglienza toscano, modello che prevede l’applicazione di un’equa distribuzione territoriale e respinge l’ipotesi di grandi centri a favore di centri a misura d’uomo e di territorio». Con queste parole anche il gruppo consiliare del Pd di San Giuliano interviene sulla vicenda dei giorni scorsi che ha portato all’individuazione di Arena Metato come centro di accoglienza per circa cinquanta profughi.
Dopo il sindaco Sergio Di Maio, che aveva respinto l’ipotesi «di rendere la struttura del Cottollengo una sorta di mini hub da 50 posti», anche i consiglieri del Pd si schierano per una migliore distribuzione in tutta la provincia dei migranti. «La comunità sangiulianese nelle scorse settimane ha dimostrato ancora una volta l’alto senso civico che la contraddistingue – scrive in un documento il gruppo democratico - rispondendo positivamente all’emergenza profughi dando ospitalità a circa cinquanta persone in diverse localizzazioni sul territorio comunale. Il Pd fa propri e sostiene con determinazione i valori dell’accoglienza e della solidarietà nei confronti dei popoli vittima di oppressione».
Attualmente sono già cinquanta i profughi ospitati nel territorio sangiulianese, distribuiti in tre strutture gestite da Croce Rossa, Paim e cooperativa Arnera. Il modello di accoglienza a cui fanno riferimento i consiglieri del Pd «prevede la strutturazione di centri regionali di prima accoglienza e lo “Sprar” (sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati) quale sistema unico di accoglienza con risorse finanziarie a carico del fondo nazionale per le politiche e i servizi dell'asilo. Per questo – insistono - invitiamo il presidente Enrico Rossi ed i nostri consiglieri regionali ad intervenire sensibilizzando le amministrazioni comunali che ancora non abbiano aderito o collaborato in modo adeguato al progetto di accoglienza perseguendo una distribuzione organica su tutto il territorio provinciale». La conclusione: «Chiediamo al sindaco di continuare a lavorare perseguendo la nostra idea di accoglienza e soprattutto nel rispetto della dignità umana, perché nessuno deve dimenticare che di esseri umani stiamo parlando».
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