Sicurezza
La Polfer non può pattugliare 24 ore su 24
Controlli in stazione e sulle tratte considerate a rischio, ma il problema è la mancanza di personale
PISA. Sicurezza e prevenzione per chi viaggia sui treni. Sicurezza e prevenzione: due parole ancora più attuali all’indomani dello stupro che ha visto come vittima una ragazza di vent’anni abusata di ritorno dal mare su un treno regionale Pisa-Livorno da un extracomunitario. Un episodio che ha suscitato una vasta eco, oltre a una profonda impressione in tutta la comunità pisana (e non solo).
La violenza, questa volta, è stata filmata dalle telecamere a circuito chiuso installate all’interno del convoglio, e grazie al filmato l’uomo è stato assicurato alla giustizia.
L’operazione porta la firma della polizia ferroviaria di Pisa, la stessa che ogni giorno controlla decine di treni sulle tratte regionali di competenza, ma non è in grado, per mancanza concreta di personale, di poter effettuare scorte su tutti i convogli e vigilare sistematicamente sulla sicurezza dei passeggeri. E sulla stessa sicurezza degli operatori delle ferrovie (macchinisti e controllori) alla luce anche delle ultime aggressioni avvenute proprio a danno di questi ultimi. L’ultima, drammatica, in ordine di tempo in Lombardia, dove un capotreno ha rischiato l’amputazione di un braccio a colpi di machete solo per aver chiesto un biglietto ad una banda di latinos.
«Ovviamente possiamo essere utilizzati in qualsiasi servizio da parte della Questura, con la quale collaboriamo assiduamente – sottolinea il dottor Luigi Veglianti, dirigente della polizia ferroviaria di Pisa – ma è impensabile, per mancanza di un numero sufficiente di agenti, che la nostra presenza possa essere garantita su tutti i treni che ogni giorno viaggiano in Toscana e si parla anche di 350 convogli 24 ore su 24».
«La nostra presenza è costante nelle stazioni - continua Veglianti - dove svolgiamo controlli a tappeto, ma le risorse attuali non ci permettono una presenza continua sui treni in viaggio. È impensabile quindi che nostri agenti possano essere presenti ovunque. Questo non significa che le tratte a rischio non siano monitorate, quelle dove avvengono portati a termine i reati più diffusi, ma non è praticabile la strada del pattugliamento 24 ore su 24».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
