Il Tirreno

Pisa

indagine della camera di commercio

Piccole imprese, sospiro di sollievo

Piccole imprese, sospiro di sollievo

Atteso un aumento di fatturato nel 2015 ma l’occupazione scende

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PISA. Dopo il bilancio negativo del 2014, quest’anno si registrano segnali positivi per le piccole e medie imprese pisane. Infatti il 22% degli imprenditori si aspetta di aumentare il fatturato, soprattutto nei settori del manufatturiero e del turismo, e il 27% sta ricapitalizzando, in particolar modo nel commercio e nel turismo. Ma sul fronte dell’occupazione le previsioni sono meno ottimistiche. Inoltre, la percentuale di aziende pisane che prevedono di fare investimenti quest’anno è inferiore rispetto a quella delle imprese che li hanno effettivamente fatti nel 2014.

La tendenza è stata rilevata da una indagine condotta dalla Camera di Commercio su un campione di 346 piccole e medie imprese della provincia di Pisa. Il 2014 si era chiuso in negativo sia sul fronte del fatturato che degli addetti, con un risultato peggiore rispetto alla media toscana. Quest’anno il nuovo clima di fiducia è dimostrato dalla ricapitalizzazione delle imprese, soprattutto del commercio e del turismo, e dalle strategie innovative utilizzate per affrontare il mercato.

E sale anche il numero delle aziende che prevedono un aumento del proprio giro di affari rispetto all’anno precedente: tra i settori monitorati risultano sopra la media il manifatturiero e il turismo. Per quanto riguarda i prezzi risulta in aumento la quota di imprese che prevedono di ribassare i propri listini (che passa dal 13% del 2014 al 16%), ma anche la percentuale di quelle che pensano di aumentarli (dal 3% al 15%) e nei settori del manifatturiero e del commercio l’intenzione di aumentare i listini è più elevata rispetto alla media.

Resta un clima di incertezza, per cui è ancora molto diffuso il ricorso alla compressione dei margini, alla riduzione dei costi di produzione e di approvvigionamento/logistica, così come all’abbandono di alcuni mercati. Continuano le difficoltà per quanto riguarda i ritardati pagamenti e l’accesso al credito. Un terzo degli imprenditori segnala ancora un aumento dei tempi di riscossione dai propri clienti/committenti con picchi del 40% nei settori dell’edilizia, del manifatturiero e dell’artigianato. Soltanto l’11% delle aziende pisane chiede un prestito, anche se la Camera di Commercio dichiara che le difficoltà di accesso al credito si sono attenuate. Un terzo dei richiedenti ha segnalato un peggioramento delle condizioni rispetto al 2014, ma il 27% ha dichiarato condizioni più favorevoli, la percentuale più elevata dal 2011.

Anche se circa la metà delle aziende continua a ricorrere al prestito per la gestione del circolante, risultano in aumento quelle che prevedono investimenti e che intendono riorganizzare l’azienda. Dai risultati dell’indagine, tra il 2014 e il 2015 l’intervento dei Confidi ha consentito a circa la metà delle imprese di ottenere il finanziamento richiesto e per il 36% di avere un rapporto più trasparente con le banche.

Daniela Salvestroni

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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