Sicurezza
Eligi avverte Giani: il nostro Capodanno è soltanto pisano
PISA. «Ho provveduto a richiedere gli atti votati in consiglio regionale sull’istituzione del Capodanno Toscano. Infatti occorre tener presente che, a quanto ho potuto capire, quella emersa non è un’i...
PISA. «Ho provveduto a richiedere gli atti votati in consiglio regionale sull’istituzione del Capodanno Toscano. Infatti occorre tener presente che, a quanto ho potuto capire, quella emersa non è un’idea del presidente Giani, ma una proposta approvata in aula. Appena avrò il materiale mi auguro che la vicenda possa essere più chiara; a quel punto prenderemo le nostre decisioni. Su un punto però non può esserci discussione: il nostro capodanno è solo pisano». Questa la posizione ufficiale dell’assessore Federico Eligi sulla questione del Capodanno Toscano pubblicata sulla pagina Facebook delle manifestazioni storiche. Eligi incontrerà Giani per ribadire l’intenzione di essere capofila ed organizzatore dell’evento visto che il Capodanno pisano negli anni è stato l’unico a portare avanti la tradizione.
Intanto sull’argomento interviene Umberto Moschini, presidente degli Amici del Gioco del Ponte. Moschini che nel 1986, come luogotenente di Mezzogiorno, per la prima volta istituì una cerimonia per il Capodanno pisano. «Tutti quelli che ora si scaldano temendo una colonizzazione fiorentina, dov’erano venti anni fa quando questa cerimonia era completamente dimenticata? Se non era per il comando di Mezzogiorno nessuno ne avrebbe mai saputo nulla (eccezion fatta per un articolo di qualche anno prima di Paolo Gianfaldoni)».
Moschini ripercorre la storia di questa celebrazione pisana: «Nel 1986 il comando di Mezzogiorno ripropose questa ricorrenza inserendola nella manifestazioni civili della Parte, portandola avanti per sei anni. Poi quando luogotenente diventò Francesco Bizzarri si decise di allargarla anche a Tramontana e all’associazione Amici del Gioco del ponte. Solo nel 1999 passò tutto al Comune (guidato dal sindaco Paolo Fontanelli con Fabiana Angiolini assessore alla cultura) visto che secondo il calendario pisano la nostra città sarebbe entrata nel nuovo millennio per prima. Da quel momento, bisogna darne atto, il Capodanno pisano è cresciuto diventando una delle manifestazioni storiche cittadine».
Per quanto riguarda l’edizione 2016, il presidente degli Amici del Gioco del ponte pone un problema. «Non certo legato alla proposta di Giani - sottolinea –-visto che Pisa ha una peculiarità che non rischia certo di essere cancellata, ma per la data. Il 25 marzo 2016 cade infatti nel giorno del venerdì santo, giorno in cui la chiesa non ammette cerimonie. Bisognerà quindi muoversi con grande delicatezza per permettere ugualmente lo svolgimento dell’evento in cattedrale. E comunque bisogna pensare in futuro ad una cerimonia più strettamente legata alla tradizione: è inconcepibile che inizi dopo mezzogiorno per problemi nella gestione del corteo o di alcune esibizioni».
Daniele Benvenuti
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