Sicurezza
Una cinquantina di profughi ospiti a San Giuliano
SAN GIULIANO. Una cinquantina, si parla di 48, gli immigrati che hanno trovato o saranno sistemati a giorni in strutture nel Comune di San Giuliano. Presso il distaccamento Caritas, a Pontasserchio,...
SAN GIULIANO. Una cinquantina, si parla di 48, gli immigrati che hanno trovato o saranno sistemati a giorni in strutture nel Comune di San Giuliano. Presso il distaccamento Caritas, a Pontasserchio, in via Vittorio Veneto, sono 9 di cui una famiglia (coppia con un figlio), gli altri sono single, uomini. Nella ex sede della Pubblica Assistenza, in via Niccolini, nel centro della cittadina termale, una decina di nazionalità diversa, in primis siriana e di origine orientale.
Insieme con gli amministratori comunali, segue da vicino l’evolversi della situazione don Emanuele Morelli, presidente della Caritas. La Lega Nord noi con Salvini ha già espresso perplessità e annuncia iniziative.
L’intento è come organizzare la migliore accoglienza. Al riguardo Elisabetta Mazzarri, espressione di Risorgimento Civile, dice: «Premesso che l’obiettivo di quanti affrontano, a rischio della propria vita, viaggi attraverso il mare, mettendo sé e i propri cari spesso nelle mani di mercanti di uomini senza scrupoli, e che ogni individuo su questa terra ha il diritto di migliorare le proprie condizioni esistenziali, dare ospitalità e asilo è un dovere civile inalienabile cui tutti dobbiamo essere responsabilizzati».
Sul piano generale Risorgimento Civile osserva: «Per ciò che riguarda l’Italia, una gestione irresponsabilmente ottusa delle problematiche migratorie ha fatto emergere una autentica organizzazione politico mafiosa finalizzata solo ed esclusivamente a scopo di lucro».
Nello specifico sul piano locale Risorgimento Civile auspica e invita anche il Comune «affinché faccia presente alle autorità preposte (prefettura, regione, governo centrale e soprattutto consiglio europeo, il cui ruolo non può essere meramente quello di esattore ma anche di supporter e sostegno in situazioni difficili) che, oltre l’accoglienza, il nodo fondamentale è quello dell’integrazione sociale e legale: unico modo per garantire appieno la sicurezza e la tranquillità dei cittadini e per evitare derive populiste e xenofobe, che ultimamente hanno avuto risalto mediatico».
Elisabetta Mazzarri chiede spirito di collaborazione verso chi desideri ricostruirsi una vita nel pieno rispetto della legalità e delle regole.
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