Il Tirreno

Pisa

Tragedia dei gemellini ora gli indagati sono due

di Pietro Barghigiani
Tragedia dei gemellini ora gli indagati sono due

Dopo l’autista avviso di garanzia anche al titolare della ditta di trasporti “Ferrari” Accusa di omicidio colposo plurimo. Perizia sul Tir dopo lo scoppio della gomma

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PISA. Secondo indagato nell'inchiesta sull'incidente dell'A12 in cui lunedì pomeriggio hanno perso la vita due gemellini di 7 mesi, Andrea e Luca Brambilla.

Secondo indagato. Dopo l'autista del Tir, Ilie Oprea, romeno, 59 anni, di Fano, la Procura ha iscritto anche il legale rappresentante della "Eugenio Ferrari", sede legale a Piacenza, stabilimento operativo a Lodi, entrambi per omicidio colposo plurimo e come atto dovuto per consentire una serie di accertamenti tecnici irripetibili nell'ambito delle indagini.

Cosa ha provocato lo sbandamento improvviso del camion è il quesito che arrovella gli investigatori. L'errore umano è un'ipotesi sempre presente, ma che in questo caso non sembra avere un riscontro certo.

«L'autista non ha colpe». Il padre dei due bimbi, Cristian, 34 anni, di Inzago (Milano), al Tirreno ha dato una versione che di primo acchito esonera l'autista da ogni responsabilità: "Il camionista non c'entra nulla. Gli è scoppiata la gomma anteriore sinistra e inevitabilmente ci ha schiacciati sul guard-rail".

L'informativa della polizia stradale di Lucca, stilata con il contributo della sezione di Viareggio, è stata consegnata in Procura e verrà esaminata dal titolare dell'inchiesta, Aldo Mantovani. Da una prima ricognizione svolta dagli investigatori appare evidente il trancio nel pneumatico del mezzo pesante di proprietà della società "Eugenio Ferrari", un'azienda specializzata da mezzo secolo nel trasporto di sostanze chimiche liquide.

Lunedì pomeriggio l'autocisterna che ha schiacciato tra Migliarino e Viareggio la Nissan Qashqai contro il guard-rail conteneva soda caustica. Non ci sono stati sversamenti e i vigili del fuoco hanno garantito la sicurezza su eventuali fuoriuscite durante i disperati soccorsi ai due bimbi e alla mamma, Elisa Chiricò.

Le verifiche sul mezzo. La Procura nominerà un consulente per radiografare ogni componente del camion. L'evidenza dello scoppio della gomma è un punto fermo da cui partire per avviare un'analisi dettagliata, anche su quelli che sono stati interventi pregressi, sulla manutenzione del mezzo. Dal certificato di revisione a tutta la documentazione necessaria per mettere in strada bisonti di quella stazza con prodotti trasportati ad alto tasso di pericolosità. L'evento imponderabile resta nell'alveo delle fatalità non punibili. Ma quello che gli inquirenti vogliono appurare è se il Tir avesse dei malfunzionamenti non segnalati o sottovalutati. Lo stato di salute del camion è, insomma, la pietra angolare dell'inchiesta per ricostruire le cause di uno schianto che ha commosso l'Italia.

La mamma sta meglio. Elisa Chiricò, 32 anni, originaria di Cecina, è la mamma di Luca e Andrea. Nell'abitacolo ridotto a poltiglia si è salvata rimediando la frattura del bacino. Le sue condizioni sono stabile e ieri pomeriggio ha lasciato la rianimazione per essere trasferita in un reparto di Medicina. Fin dal primo momento ha saputo della fine straziante dei suoi due angeli - domani l'esame esterno a medicina legale - e in questi giorni dolorosi le stanno vicino i familiari e il marito Cristian. In attesa di tornare a casa e ripartire con una nuova vita da sopravvissuti.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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