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Pisa

D’Alema: «Renzi non ha lo spessore culturale di Letta»

di Carlo Venturini
D’Alema: «Renzi non ha lo spessore culturale di Letta»

PISA. «Siamo un partito senza popolo e un popolo senza partito». Lo ha detto l’onorevole Massimo D'Alema durante la rassegna "In compagnia sotto le stelle" (main sponsor la Compagnia Interportuale) a...

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PISA. «Siamo un partito senza popolo e un popolo senza partito». Lo ha detto l’onorevole Massimo D'Alema durante la rassegna "In compagnia sotto le stelle" (main sponsor la Compagnia Interportuale) a Tirrenia davanti ad una folta platea. È un D'Alema a tutto tondo quello che è emerso e da par suo non lesina sentenze e massime. «Renzi? Ha rappresentato una speranza per il Paese e per il partito, ma dopo aver vinto le elezioni europee ha fatto un errore fatale: ha pensato di poter fare tutto da solo seguendo un disegno personale invece di perseguire un'aspirazione collettiva». Renzi ed il Pd sono ovviamente il fulcro degli interventi di D’Alema che ammette di dire verità sgradevoli. E cioè che «Renzi, sì, sa comunicare ed è molto dinamico, ma non ha lo spessore culturale di Letta».

«Ho la sensazione che non esista più il partito – dichiara D’Alema -. E anche qui in in Toscana, nonostante la vittoria del Pd, il vero dato è l’astensionismo, la crescita della Lega e dei Cinque Stelle ed è per questo dico che siamo un partito senza popolo e un popolo senza partito».

D’Alema racconta l’aneddoto del suo amico Palmiro che vive in Umbria. «Non ha votato - dice D’Alema – , ed era la prima volta che il mio amico non votava dal dopoguerra».

Per l’ex premier, sulla Grecia l’Europa dimostra un difetto originario: «La moneta unica circola in Paesi che hanno sistemi fiscali diversi e il flusso di denaro va dagli Stati poveri a quelli ricchi, visto che la Germania compra titoli greci con un rendimento pari al 15%».

«Abbiamo la percezione che la Grecia andasse punita – dice D’Alema - per avvertire gli altri Paesi che hanno un alto debito». Il riferimento va all’Italia. Poi D’Alema si apre ad amarcord di pisanità citando Adriano Sofri, Soriano Ceccanti, la fidanzata di Livorno, la sua carica di consigliere comunale. E poi, a seguire, il D’Alema rivoluzionario: «A Praga, durante l’invasione dei sovietici ero là e disegnai una svastica su un carro armato», ricorda l’onorevole, mentre in platea ad ascoltarlo ci sono il deputato Paolo Fontanelli ed il professor Marco Santagata. Il rimpianto? «Dopo molti sforzi il mio grande rimpianto è non essere riuscito a fare il segretario del Pci. Quando sembrava che avessi potuto farcela, è finito tutto».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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