Sicurezza
Bancarelle rimovibili per tornare in piazza
PISA. La sentenza della Consulta che ha dichiarato incostituzionale una parte del decreto Franceschini (l’Art Bonus) relativo alla revoca delle concessioni di suolo pubblico ad attività inserite in...
PISA. La sentenza della Consulta che ha dichiarato incostituzionale una parte del decreto Franceschini (l’Art Bonus) relativo alla revoca delle concessioni di suolo pubblico ad attività inserite in luoghi monumentali o di particolare pregio ha ridato speranza ai bancarellai di poter rientrare in Piazza dei Miracoli alla fine dei lavori al Museo delle Sinopie. Speranza che nei mesi scorsi era stata spenta proprio dai vincoli inseriti nell’Art Bonus che potevano avere anche la meglio sulle indicazioni e le scelte commerciali dell’ente locale.
A questo punto il futuro delle 42 attività, trasferite in piazza Manin, passa da un faccia a faccia con il Comune, che il 30 settembre, in caso non vi sia un’ulteriore richiesta di proroga al cantiere da parte dell’Azienda ospedaliera, dovrà prendere comunque una decisione. Secondo i bancarellai e le loro associazioni di categoria non sembrerebbe esserci alternativa al rientro in Piazza dei Miracoli. Spiega il presidente del consorzio Pisa dei Miracoli, Gianmarco Boni: «L’ordinanza che ci ha trasferiti è temporanea ed è legata esclusivamente alla necessità di svolgere i lavori alle Sinopie. Il nostro ricorso al Tar contro quell’ordinanza è stato respinto proprio perché nelle memorie difensive di Palazzo Gambacorti si faceva riferimento ad una temporaneità dettata dall’urgenza dei lavori. Quindi, una volta conclusi i lavori, così come si legge anche nelle motivazioni del Tar, le attività possono ritornare nella loro sede originaria».
Ma con quali strutture? Impensabile immaginarsi le vecchie bancarelle, anche perché non potrebbero mai avvicinarsi alla facciata restaurata del museo come una volta. Da qui l’ipotesi di strutture mobili, peraltro già previste nell’attuale piano del commercio. Ancora Boni: «Ribadiamo che il nostro obiettivo non è quello di rimanere in Piazza dei Miracoli, ma acquistare i Trovatelli come sede finalmente definitiva. Ma un’operazione del genere deve essere sostenuta da incassi che ora in piazza Manin sono irrisori. Da qui la necessità di rientrare in piazza per ridare ossigeno alle nostre attività e garantire l’operazione Trovatelli. Siamo quindi disposti - insiste il presidente del consorzio dei bancarellai - a trovare una soluzione condivisa per banchi che siano più belli, mobili e da rimuovere la sera, anche in questo caso come già previsto nel piano del commercio. Siamo altresì disponibili a rimuovere i banchi anche in casi particolari in cui la piazza debba essere sgombra, ad esempio per il Capodanno pisano».
I bancarellai hanno già in mente qualche prototipo: «Nonostante il piano del commercio - conclude Gianmarco Boni - attribuisca al Comune il compito di presentare un progetto dei nuovi banchi, siamo disponibili a presentare noi un progetto di fattibilità».
Daniele Benvenuti
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
