Il dolore
Rinforzi al pronto soccorso ora l’emergenza è superata
Il direttore Massimo Santini: «Non ci sarebbero giornate da bollino rosso se la nostra medicina d’urgenza venisse sempre usata per casi davvero gravi»
PISA. Una sorta di epidemia - permessi, ferie, congedi e assenze per gravidanza del personale sanitario - ha fatto sì che il pronto soccorso si ingolfasse alcuni giorni fa. Un caso più unico che raro visto che non vi è alcuna riduzione di organico e posti letti. «Grazie al rinforzo di cinque infermieri, la scorsa domenica rispetto alla precedente non abbiamo avuto problemi», dice Massimo Santini, direttore di medicina d’urgenza dell’Azienda ospedaliero universitaria pisana (Aoup). Il pronto soccorso, domenica scorsa, ha avuto 280 accessi e tutto è filato liscio, mentre quella precedente gli accessi erano stati 260 ed era stata una giornata da bollino rosso.
«Mai come due domeniche fa – spiega Santini – abbiamo avuto una specie di epidemia di permessi, congedi e assenze per gravidanza di cui ha beneficiato il personale sanitario, ma è pur vero che l’azienda si è mossa tempestivamente e che già la domenica successiva tutto è andato bene, nonostante il più alto numero di accessi al pronto soccorso».
Tutto questo è dipeso da un lato dalla misura messa in atto dall’azienda, quella cioè d’aver fatto arrivare cinque infermieri in più (alcuni sono rientrati dalle reperibilità); dall’altro perché molti degli accessi erano codici non gravi.
Santini risponde indirettamente al presidente dell’ordine dei medici, Giuseppe Figlini, dicendo: «Non abbiamo bisogno di altri medici o infermieri nel periodo estivo, ma basterebbe che la nostra medicina d’urgenza venisse usata per casi specialistici e veramente gravi».
Santini si riferisce al fatto che spessissimo la nonna della Valdicecina con la polmonite chiede di essere portata a Pisa invece di rimanere a Volterra. «Non penso – sottolinea Santini – che in un caso del genere un mio collega di Volterra disponga un trasferimento al nostro pronto soccorso, ma spesso sono gli stessi pazienti che, a torto o a ragione, vogliono essere portati a Pisa».
Dalla direzione del pronto soccorso si sottolinea come in tutti i reparti dedicati all’urgenza sia sempre garantito lo stesso numero di sanitari. «È del tutto fisiologico – spiega il direttore – che alcuni reparti vedano ridursi i numeri dei posti letto o il personale sanitario nel periodo estivo per far godere le ferie ai dipendenti. Si tratta di reparti in cui non vi è urgenza e la riduzione è programmata, mentre i nostri reparti e quelli dedicati alle urgenze non vengono intaccati da nessun calo di personale».
Il pronto soccorso è aperto 365 giorni all’anno con la stessa dotazione di organico: «Può succedere per mille motivi che ci sia una domenica o una giornata da bollino rosso, ma per l’appunto si tratta di una giornata e quella non rappresenta il nostro standard di servizio».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
