Sicurezza
Kitt, l’auto parlante, da Pisa a Parigi
Iniziato il viaggio della Supercar ideata del pisano Marco Valleggi e dal chiesinese Valerio Torrigiani
PISA. Tra Piazza dei Miracoli e la Torre Eiffel, tra sogno e realtà. L’incredibile storia del pisano Marco Valleggi e del chiesinese Valerio Torrigiani si districa tra tutto questo. I due da qualche anno sono diventati famosi nel mondo degli appassionati per aver ricostruito la replica di Kitt (l’auto ultra accessoriata protagonista della fortunata serie tv anni Ottanta “Supercar”) e da ieri mattina hanno iniziato una nuova avventura che da sotto la Torre Pendente li porterà a bordo del mezzo futuristico fino a Parigi. Prima di arrivare nei pressi della Torre Eiffel, però, Kitt farà tappa a Saint Dizier, dove dal 17 al 19 luglio sarà la stella del più grande raduno europeo di auto protagoniste in film e telefilm. L’ennesimo riconoscimento per il lavoro fatto sulla replica di Kitt arriva per la coppia di colleghi toscani dopo l’esaltante esperienza negli Usa, all’analogo raduno di auto di Las Vegas nel 2014.
Nel frattempo la macchina utilizzata per il viaggio americano è diventata la base da cui ripartire in futuro per qualsiasi riproduzione del modello; mentre sul mercato, al prezzo di 40.000 euro, è stata venduta la prima Kitt costruita su commissione. In questo viaggio di 2.000 km Marco e Valerio saranno accompagnati in ogni momento dai propri fan, che mediante il canale youtube videokittsupercar potranno seguire il tragitto e tutto ciò che accadrà nell’abitacolo.
«Ma non è tutto oro quel che luccica - ci racconta Marco Valleggi -. Se penso ai soldi che abbiamo speso, al tempo e ai problemi avuti per arrivare a questo punto, non so se rifarei le stesse scelte». Un po’ come in ogni settore la concorrenza a volte può diventare frustrante e tirare avanti non è semplice. «La macchina che utilizzeremo per il viaggio in Francia è la terza prodotta in ordine di tempo - continua Valleggi - ma la prima realizzata interamente in collaborazione con l’American Garage di Valerio Torrigiani». Le prime due versioni di Kitt infatti erano state messe su strada con il solo sforzo di Valleggi, che quasi per caso già nel lontano 2007 aveva iniziato a muoversi nel modo delle moviecars. «Tutto è iniziato per gioco e senza che lo volessi veramente - spiega -. Nella vita faccio il grafico pubblicitario e mai mi sarei sognato di ricostruire la protagonista di Supercar. Però ho sempre avuto passione per l’elettronica e nel 2009, dopo un servizio dedicato alla mia Kitt dal Tg2 motori, l’hobby iniziò a profilarsi come un possibile lavoro». La notorietà e qualche problema finanziario nel 2010 lo spinsero a vendere la prima versione del mezzo, ma appena un anno dopo Valleggi iniziò la costruzione della Kitt 2.0. «Volevo riscattarmi - prosegue - e in dodici mesi la seconda versione di Kitt era già pronta. Venduta anche quella, ho iniziato la collaborazione con Valerio per la versione 3.0». A differenza delle macchine del telefilm le Supercar made in Toscana sono completamente funzionanti. «Negli anni ho sviluppato da autodidatta tutto il software necessario - dice Valleggi - e oggi Kitt, oltre a parlare come in tv, riconosce il viso del pilota e può essere comandata a voce o con il pensiero».
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