Il dolore
Gemellini morti sull'A12, il coro è "fermate i Tir"
La tragedia di Pisa, in cui hanno perso la vita due bambini di poco più di 7 mesi, riapre il caso. Sul nostro sito e su Facebook molti i commenti che puntano il dito verso i camionisti, che - in maniera altrettanto massiccia - replicano: "Il 90% degli incidenti è delle auto"
6 aprile 2015, sull'A11 a pochi km da Pistoia: un Tir sbanda per una gomma scoppiata a stritola una Peugeot 208 uccidendo Simone Panichi, pasticciere di Buggiano.
13 luglio 2015, stavolta sull'A12 tra Migliarino e Viareggio: un'autocisterna schiaccia una Nissan Qashqai distruggendo una famiglia: due gemellini di sette mesi morti, la mamma ferita gravemente. «E' scoppiata una gomma e il Tir ci è venuto addosso» scrive sulla pagina Facebook del Tirreno il padre dei bambini Cristian Brambilla, illeso. Scrive anche per prendere le difese dell'autista: lui non ha colpe. Ma la "piazza" ha già deciso che i colpevoli sono i camionisti.
Non è una sentenza, è una rivolta, un coro. Decine di post anti-autotrasportatori hanno inondato il web interpretando il sentimento comune dell'italiano medio: i Tir sono un pericolo pubblico e vanno tolti di mezzo dalle strade. I camionisti però non ci stanno a prenderle e qualcuno di loro ribatte. Senza peli sulla lingua.
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Le accuse. Ecco una scelta antologia dei post più rappresentativi: «L'autista del camion può essere anche innocente (ho dei dubbi) ma io vedo delle cose allucinanti in autostrada... Sono prepotenti e padroni» scrive Mariarosaria Palomba riferendosi ai camionisti. «Se scoppia uno pneumatico forse è perché sono logori e non hanno fatto i controlli dovuti. O forse può succedere e allora vanno fatti viaggiare in corsie separate o non fatti superare» è il pensiero di Roberta Celli. E ancora, Rosella Moro: «Entrano di prepotenza, tanto loro sono alti e grossi».
La difesa. Per arginare l'ondata di proteste gli autisti hanno provato a difendersi. Come Simone Nacci che ha scritto: «Da camionista non posso che dispiacermi dell'accaduto. Ma leggere certi commenti "italioti" mi fa sorridere. Faccio 600-700 chilometri il giorno e il 90% degli incidenti che trovo sono causati da automobilisti. È chiaro che un incidente provocato da un camion é di sicuro piú pericoloso e piú dannoso, ma da qui a demonizzare tutti i camionisti ce ne corre». E poi Davide Zironi: «Siete tutti bravi a giudicare. Purtroppo i camion ci sono anche per voi che volete mangiare, avere la benzina nella macchina comprare i vestiti ecc... Fatevene una ragione e non rompete le p...». E infine Stefano Strani: «Massimo rispetto per i camionisti! Basterebbe leggere due statistiche e capire che per i km che fanno sono praticamente la sicurezza stradale fatta persona. E un lavoro molto pesante che nessun culo su poltrona da ufficio o cattedra potrebbe mai concepire».
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La categoria. Insomma, difficile uscire da questa diatriba che ha origine, secondo Massimo Capecchi, presidente della Fita Cna di Pisa, nella giungla che si è creata a livello normativo: «Sulle autostrade e nei grossi snodi di comunicazione regna il caos. Ci sono aziende di autotrasporti italiane che hanno sede all'estero, ma operano prevalentemente nel nostro Paese, assumendo dipendenti con normative straniere, meno stringenti, ed evitando anche le verifiche. Così applicano prezzi irrisori che rendono spericolati gli autisti, oltre a revisionare i mezzi in maniera dubbia. Se poi, a tutto questo, si aggiunge la scarsità di uomini e mezzi su cui può contare la polizia stradale, si capisce che i controlli nelle arterie principali del traffico sono minimi rispetto al gran numero di veicoli in circolazione».
La polizia stradale. Già, i controlli e gli scarsi mezzi della Polstrada. Una palla che il primo dirigente Carmine Tabarra, vice comandante regionale, raccoglie in parte. «Facciamo con quel che possiamo, stop. È chiaro che se invece di avere una pattuglia ogni 80-100 chilometri di autostrada in Toscana ne avessimo due sarebbe meglio. Ma gli strumenti che abbiamo ci hanno comunque permesso di emettere 3.500 contestazioni ad autotrasportatori nei primi quattro mesi del 2015, di cui il 26% per infrazioni rispetto ai tempi di guida e riposo, uno dei fattori di maggior rischio sulle strade. Così come le scarse condizioni di sicurezza dei mezzi che verifichiamo con centri mobili di revisioni, utilizzandoli nelle aree di sosta».
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