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Incursione di notte all’Ivg ladri fuggono a mani vuote
La cassaforte resiste ai colpi di mazza dei banditi entrati bucando un muro Il direttore Luvisotti: «Metteremo una guardia armata di notte nell’istituto»
PISA. Hanno scambiato l’istituto delle vendite giudiziarie per un bancomat. Solo che al posto della tessera magnetica e il codice pin per prelevare denaro contante (degli altri), usano mazze e picconi a caccia di soldi e preziosi.
Ci hanno provato tre volte nel giro di un mese. L’ultima, alle 2 di ieri mattina, è stato un flop. Ma il fallimento del raid non vuol dire che non ci siano stati danni al bersaglio molto gettonato dai banditi.
Il terzo colpo ha accelerato una decisione che il direttore Virgilio Luvisotti aveva in mente da tempo. «Sto pensando di mettere una guardia armata di notte nell’istituto» anticipa.
Il raid. Dopo aver disattivato il sistema d’allarme, i ladri si sono prodigati per sfondare un muro. Poi, all’interno del fondo, hanno rovistato nei cassetti alla ricerca di banconote e, infine, si sono dedicati a quello che ritenevano fosse il pezzo pregiato dell’Ivg: la cassaforte.
Il forziere, incardinato nel muro, ha resistito alle picconate dei malviventi che si sono lasciati alle spalle solo macerie fuggendo a mani vuote nella notte
«Dovrebbero essere entrati intorno alle 2 – spiega Virgilio Luvisotti, direttore dell’Ivg –. Noi siamo stati avvertiti verso le 3 dalla polizia e dalla vigilanza privata. Hanno fatto un macello per niente. La cassaforte era vuota».
Per sfilare il forziere dal muro hanno picconato il contorno ottenendo solo la demolizione della parete. Lo scrigno dei presunti tesori è rimasto al suo posto.
Sistema d’allarme messo ko. Prima di introdursi negli ampi locali dell’Ivg sulla via del Brennero, i banditi hanno fatto saltare il sistema d’allarme.
«Pur non avendo rubato nulla ci hanno fatto danni per migliaia di euro – aggiunge Luvisotti –. Il muro esterno spaccato, la parete della cassaforte lesionata. E poi la confusione lasciata con i cassetti rovesciati con il contenuto sul pavimento».
Videosorveglianza. A difesa dell’Ivg ci sono una dozzina di telecamere. «Non sono ancora in funzione, ma lo saranno entro una quindicina di giorni» annuncia il direttore.
A metà giugno il colpo grosso dei banditi andò a segno. Stessa tecnica per entrare e identico sistema per svuotare il forziere che in quella occasione su sopraffatto dalla violenza dei ladri.
Il precedente. «Svuotarono la cassaforte che conteneva denaro e oggetti preziosi per un valore di almeno 100.000 euro – ricorda Luvisotti –. La volta precedente ci avevano provato senza riuscirci. Tenevamo i soldi delle cauzioni per le auto acquistate all’asta e i gioielli pignorati. L’assicurazione ci copre solo in parte».
La guardia armata. La prossima mossa del direttore è quella di dotarsi di una guardia armata nelle ore notturne.
«È l’unica soluzione per difendersi – spiega –. La gente pensa che da noi girino soldi cash. Non è così. Ormai vendiamo molto sul web e, quindi, i pagamenti avvengono su altri canali. I contanti non li usiamo quasi più. La presenza di una guardia armata di notte può essere un deterrente. Quello ci amareggia è che nessuno ha sentito niente. L’istituto si trova lungo una strada trafficata e illuminata eppure neanche uno che si sia accorto di quello che stava succedendo».
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