Il Tirreno

Pisa

Classico in declino, accorpamento in vista

di Roberta Galli
Classico in declino, accorpamento in vista

Calo ulteriore degli iscritti per il liceo, inevitabile un’unione: Pacinotti e Russoli le ipotesi

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PISA. Sarà la Provincia a settembre a decidere del destino dello storico liceo classico Galilei. Non più un preside “reggente” a svolgere le funzioni di capo di istituto come accaduto finora, ma un accorpamento vero e proprio (dirigenza e segreteria didattica) con un’altra scuola. Il piano dovrebbe andare a regime per l’anno scolastico 2016-2017. Sarebbe l’Itc Pacinotti, secondo indiscrezioni, ad aver espresso interesse per questa “unione”, vista anche l’ubicazione adiacente e quindi la possibilità di mettere in comune spazi e risorse.

Il declino. Per decenni ha dato lustro alla città, ma ora il liceo classico non sembra più in grado di attirare l’attenzione delle nuove generazioni verso lo studio del latino e del greco. Il calo costante di iscritti in questi ultimi anni ha messo a rischio la sopravvivenza di quello che per tanti anni è stato un vero e proprio faro nel mondo degli studi umanistici, portando prima alla cancellazione della presidenza, quindi alla “reggenza” e ora come ultimo atto l’accorpamento vero e proprio. L’iter burocratico è già partito, ma la decisione è non essere semplice e soprattutto indolore. In ballo ci sono infatti la storica sede di via Benedetto Croce e non per ultimo un ridimensionamento del personale Ata. A pesare un ulteriore calo degli iscritti per il prossimo anno scolastico, che permetterà di formare solo tre quarte ginnasio, a numero ridotto, anziché quattro. «Purtroppo questa è la situazione - ha sottolineato l’attuale preside, il professor Salvatore Caruso - ed i numeri degli iscritti non ci permettono ambiti di manovra diversi».

Prima riunione. Il caso Galilei era già finito in Provincia a fine giugno, ma la riunione che aveva coinvolto tutti i presidi delle scuole superiori pisane aveva portato ad un nulla di fatto. A pesare sul rinvio di settembre, a quanto pare, la chiusura soprattutto da parte del liceo scientifico Dini ad una eventuale “unione” con il classico, peraltro auspicata dall’amministrazione provinciale, vista anche la vicinanza tra le scuole, ma bocciata dal collegio del docenti del liceo scientifico che aveva manifestato attraverso un proprio voto in consiglio di istituto la volontà di mantenere una propria autonomia scolastica.

Le ipotesi. L’ultima parola spetta quindi alla Provincia, anche se dal palazzo di piazza Vittorio Emanuele auspicano che l’accordo possa essere trovato autonomamente tra le varie scuole senza dover decidere di imperio. Sul tavolo quindi, al momento, resta solo il “piano Pacinotti” anche se, secondo indiscrezioni, con pesanti riserve vista la diversità dell’offerta formativa delle due scuole, ma non per questo da scartate a priori. A meno di un ripensamento (al momento poco prevedibile) da parte del liceo Dini o di una proposta di interesse del liceo artistico Russoli. Scuole, quest’ultime, molto più affini dal punto di vista delle materie insegnate al liceo classico.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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