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Pisa

cobas in azione stasera davanti a carrefour

Volantinaggio contro l’orario prolungato

SAN GIULIANO. Stasera a partire dalle 21, davanti al Carrefour alla Fontina, volantinaggio contro il prolungamento dell’orario di lavoro fino alle 24. A organizzare l’iniziativa sono i Cobas: «Estate...

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SAN GIULIANO. Stasera a partire dalle 21, davanti al Carrefour alla Fontina, volantinaggio contro il prolungamento dell’orario di lavoro fino alle 24. A organizzare l’iniziativa sono i Cobas: «Estate di fuoco - dicono - non solo perché le temperature sono allucinanti, ma anche perché sul fronte del lavoro succede di tutto e di più. Non è da meno la distribuzione, dove certi big del settore (Carrefour, Auchan, Esselunga, Ikea, ecc.), non soddisfatti degli accordi e contratti-capestro sempre garantiti loro da Confcommercio, fanno parte di un'altra associazione di imprese, Federdistribuzione, la quale intende praticare una linea di cancellazione di ogni diritto delle lavoratriciori. E, aziendalmente, le imprese sue associate portano avanti a testa bassa questa linea, talora accordandosi con sindacati sempre disponibili a firmare ogni accordo, talora facendone anche a meno, tanto il verso per ottenere ciò che vogliono lo trovano lo stesso, ben sapendo che anni e anni di imposizione ai dipendenti di un ritorno alle epoche buie del lavoro sotto padrone hanno prodotto sfiducia, rassegnazione, disorientamento. E così Carrefour ha deciso in maniera unilaterale il prolungamento dell'orario: a Pisa dalle 8.30 alle 24; a Lucca dalle 7 alle 24; a Massa 24 ore su 24, giorni di festa compresi».

Secondo i Cobas, «dopo il famigerato accordo sulle domeniche di apertura, questo, del prolungamento, è un altro punto su cui Carrefour sta costruendo una cappa di piombo in cui imprigionare lavoratori e lavoratrici, non risparmiando loro minacce di scenari oscuri, come nuove dosi di contratti detti di solidarietà, mobilità, missioni, trasferte e altre diavolerie padronali. Il fatto che, per il prolungamento dell'orario, si sia fatto ricorso sostanzialmente a inserimenti di personale interinale non solo va interpretato come cinica decisione di sfruttare a man bassa il bisogno di reddito di chi non ha un lavoro stabile, buttandogli, come se si trattasse di un cane affamato, l'osso del lavoro notturno, ma può significare anche sperimentazione dell'iniziativa, da affidare poi, in maniera organica, ai propri dipendenti. Ciò deve essere assolutamente impedito».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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