Il Tirreno

Pisa

In piazza della stazione torna il presidio di polizia

di Carlo Palotti

Intanto la città di Padova per sconfiggere il degrado simile a quello pisano ha riconquistato i suoi spazi con un ricco cartellone di spettacoli e incontri

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PISA. Va avanti la campagna di sensibilizzazione del Tirreno sulle criticità che attanagliano piazza della stazione e viale Gramsci. In questi giorni abbiamo ascoltato le impressioni di chi in quella parte di città vive e lavora, raccogliendo successivamente anche le testimonianze dei pendolari e dei turisti. Qualcosa si muove.

Forze dell’ordine in piazza. Dalle 14 di ieri ai limiti del piazzale antistante la stazione è tornato ben visibile l’ufficio mobile di polizia, un mezzo utile perché capace con la sua sola presenza di rassicurare la cittadinanza. La richiesta di “più Stato” arrivata un po’ da tutti i soggetti coinvolti è stata ascoltata; ed anche se in condizioni critiche per il personale sotto organico, la polizia è tornata a presidiare con regolarità (almeno di pomeriggio) le vie del quartiere.

L’esperienza padovana. Per alcuni aspetti Padova è una città simile alla nostra. È attraversata da un fiume, ha un piccolo aeroporto ed è sede della seconda università più antica d’Italia. Come Pisa ha dovuto affrontare il “problema stazione” e dall’anno scorso il capoluogo di provincia veneto sembra sul punto di poter vincere la sfida lanciata al degrado grazie ad un progetto innovativo. Tutto nasce dall’associazione Mimosa, già operante su questa criticità cittadina dal 2008 con “La città partecipata”. Dal 2014 l’associazione ha rilanciato il progetto di riappropriazione della zona della stazione mettendo in scena d’estate un ricco cartellone di eventi culturali e sociali. Quest’anno al fianco di Mimosa si sono schierate molte altre realtà associative e anche le istituzioni cittadine.

Campagna autofinanziata. La vera novità di questa iniziativa di riqualificazione, esportabile anche su Pisa, riguarda il metodo scelto per la raccolta dei fondi necessari alla realizzazione del cartellone degli eventi 2015. «Abbiamo sviluppato il progetto Greenline - racconta il presidente dell’associazione Mimosa, Barbara Maculan - e, grazie al sostegno di Banca Etica, lanciato sul web una campagna di autofinanziamento (crowdfunding)». L’equazione è semplice: tante iniziative organizzate in strada possono far tornare in vita un quartiere da troppo tempo lasciato al degrado ed a sé stesso. «Vogliamo riappropriarci del quartiere della stazione - spiega Maculan - e in qualche modo le iniziative della passata estate hanno già innescato una serie positiva di eventi. Ora quando i cittadini citano la stazione ne parlano anche in termini positivi e non solo a causa dei problemi».

Al momento, e a meno di quattro giorni dalla fine dell’iniziativa, però mancano ancora la metà dei soldi dati come obiettivo (10.000 euro): «Sì, è vero - continua Barbara Maculan - e se non raggiungeremo la cifra prefissata perderemo anche quelli raccolti finora. Comunque ci siamo mossi anche in altro modo e riusciremo in ogni caso ad assicurare un ricco calendario di appuntamenti culturali».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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