Gioco
"Acqua contaminata, mi dia tutto l'oro": truffatore a segno
Pensionata alleggerita da un falso tecnico di oltre 20.000 euro. Usato uno spray per far credere che ci fossero cattivi odori
PISA. Sono più improbabili che fantasiosi. Eppure gli escamotage per neutralizzare le difese degli anziani continuano a dare soddisfazioni ai truffatori mai a corto di sfacciataggine. L’ultimo episodio di una lunga serie di raggiri che sta flagellando la provincia, con puntate significative tra la periferia cittadina e il litorale, è andato a segno giovedì mattina 9 luglio in via Leopardi alla Fontina di Ghezzano.
Il bottino. Una pensionata di 72 anni è stata alleggerita di monili e preziosi per almeno 20.000 euro e di 2.500 euro in contanti da un sedicente tecnico di Acque Spa che si è presentato sostenendo di dover verificare la contaminazione dell’acqua. Una richiesta usuale nell’antologia delle truffe che, al di là delle varianti sul tema, sembrano avere un denominatore comune: l’assurdità del pretesto per entrare in casa non insospettisce quelle che, di lì a poco, saranno le ignare vittime. A Tirrenia, addirittura, un falso tecnico è riuscito a farsi consegnare da una pensionata oro e soldi per metterli al sicuro in una buca in giardino. Le ha detto proprio così e, ovviamente, il bottino ha preso il volo senza finire sotto terra come aveva creduto l’anziana.
«Acqua contaminata». Di mattina, in via Leopardi, alla porta dell’anziana ha bussato un italiano, carnagione scura, con pettorina rossa. Aveva con sé un telefonino e durante la sua permanenza nell’abitazione si è intrattenuto al cellulare conversando non si sa con chi, ma facendo capire che poteva essere un collega. Magari era una finta per convincere la vittima del raggiro a dargli fiducia. Di sicuro una volta entrato in casa con la scusa di verificare la qualità dell’acqua è andato in cucina e si è fatto aprire il rubinetto.
Lo spray per il cattivo odore. Senza farsene accorgere ha propagato nell’aria una sostanza spray che dà cattivo odore. In quel modo ha creato l’effetto “contaminazione” per il quale, a suo dire, era necessario mettere in sicurezza oro e preziosi per non danneggiarli in modo irreparabile. La signora, sola in casa, ha eseguito alla lettera le indicazioni del sedicente tecnico e, dopo aver impiegato qualche minuto per mettere insieme i preziosi, li ha riposti in un sacco affidato all’uomo. Che ha trasformato quei monili in un bottino da far sparire al più presto. Quando la pensionata si è accorta del raggiro ha chiamato i carabinieri. Sono intervenuti i militari di Porta a Mare che, dopo il sopralluogo, hanno passato la denuncia alla stazione di San Giuliano Terme.
I consigli. È bene ribadire i consigli di forze dell’ordine e gestori per scampare alle truffe: pretendere sempre l'esibizione del tesserino di riconoscimento; non accettare nessuna transazione economica a domicilio; nessun oggetto di valore, che sia oro o argento, può essere richiesto con la scusa di far funzionare o sistemare il contatore o altri congegni in casa visto che ogni strumento utile all'esecuzione di eventuali verifiche o interventi è in possesso dei tecnici. Sembrano consigli scontati, ma la cronaca quotidiana racconta un’altra storia.
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